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Gaetano Donizetti si devono alcuni dei ritratti
femminili più complessi e grandiosi del
Teatro d’Opera. La lista comprende regine sanguinarie,
mogli fedifraghe, donne psichicamente dissociate,
moralmente ambigue, in precario equilibrio fra
luce e oscurità.
Lucrezia
Borgia, duchessa di Ferrara, è probabilmente
la più contraddittoria e tormentata fra
le dame donizettiane: solo le maggiori
primedonne possono avventurarvisi, anche a
causa degli ardimenti virtuosistici della scrittura
vocale. Mariella Devia, che abbiamo già
applaudito nello stesso ruolo a Bologna, approderà
alla Scala di Milano, raccogliendo l’eredità
di Montserrat Caballé e Leyla Gencer. Il
direttore sarà Renato Palumbo, che il Wanderer
ha recentemente ammirato a Martina Franca negli
Ugonotti. Fra gli altri interpreti, due fra i
maggiori belcantisti odierni: il giovane tenore
Marcelo Alvarez (che i nostri soci hanno già
avuto modo di ascoltare nella Lucie de Lammermoor
a Parigi) e il grande contralto Daniela Barcellona,
a cui la nostra associazione ha attribuito il
Premio Wanderer 2001.
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