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legami privilegiati fra Riccardo Muti e Gluck
hanno ormai una storia di lunga data, da quando
cioè l'allora giovane direttore principale
a Firenze (negli anni '70) ebbe modo di esplorare
i capolavori "riformati" Ifigenia
in Tauride e Orfeo ed Euridice.
Non sorprende che, nei quindici anni della
sua permanenza alla Scala, Muti abbia approfondito
il suo particolare rapporto con Gluck, aggiungendo
al proprio repertorio Alceste e soprattutto
Armide (quest'ultima portata addirittura
ai fasti di Sant'Ambrogio, giorno tradizionalmente
destinato all'inaugurazione della stagione
alla Scala), ottenendo sempre successi clamorosi
e, una volta tanto unanimi.
Anche il prossimo Sant'Ambrogio, come sempre
attesissimo, sarà dedicato a un capolavoro
di Gluck, che per Riccardo Muti rappresenta
un debutto, un'ulteriore tappa nella sua scoperta
del più grande compositore "classico":
Ifigenia in Aulide,
l'opera tratta da Racine che nel 1774 incantò
Parigi (e in particolare la regina Maria Antonietta).
La nuova produzione della Scala (affidata
al celebre regista greco Yannis Kokkos) potrà
contare, oltre che su Riccardo Muti, su un
cast di livello stellare, fra cui Violeta
Urmana nel ruolo di Ifigenia (che i nostri
soci hanno già applaudito come Santuzza
a Firenze e Kundry del Parsifal a Salisburgo
con Abbado) e la nostra amatissima Daniela
Barcellona nei panni di Clitennestra.
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