A
tre anni di distanza i Wanderer
ritornano in uno dei luoghi a loro
più cari, la Provenza,
e al Festival di Aix,
raffinatissimo evento della cultura
musicale contemporanea, dove la grande
tradizione musicale europea si confronta
con suggestive sperimentazioni, alla
ricerca di vie interpretative fortemente
innovative. I nomi degli artisti che
potremo ammirare nell'arco di poche
serate hanno veramente dell'incredibile.
Si
comincerà con l'evento assolutamente
più importante del Festival: a distanza
di quasi quarant' anni dalle recite
salisburghesi dirette da Karajan,
i mitici Berliner
Philharmoniker, guidati
da Sir Simon Rattle,
tornano
ad affrontare L'oro del Reno,
, prima tappa di un ambizioso progetto
che vedrà realizzata l'intera Tetralogia
entro il 2009. Nel prologo alla sagra
scenica L'anello del Nibelungo
Wagner pone le basi concettuali,
tematiche e musicali del gigantesco
progetto: all'alba dei tempi,
quando gli dei e i giganti, le ondine
e i nibelunghi si contendono
un universo ancora sottomesso alle
forze brute della natura, la cupidigia
di Alberich e l'ambizione di Wotan
sconvolgono l'ordine eterno del mondo.
Si innesca così l'ineluttabile corsa
del destino, che si compirà nelle
successive giornate e vedrà l'infrangersi
della potente utopia di Wotan
nell'incompatibilità fra potere e
aspirazione alla felicità. Il cast
vocale è assolutamente di prima grandezza
e allinea celebrità fra cui
Willard White,
Robert Gambill,
Mireille Delunsch
e Anna Larsson.
Doveroso
omaggio al festeggiatissimo Mozart
sarà poi una nuova produzione del
Flauto magico, che vedrà protagonisti
la nostra beniamina
Mahler Chamber Orchestra
e il suo direttore principale,
Daniel Harding,
che ci condurranno per mano in quel
percorso simbolico, onirico, ingenuo
e nello stesso tempo profondo, alla
ricerca della verità, dell'amore,
della felicità, scaturito dalla sensibilità
inarrivabile del genio di Salisburgo.
Avremo
poi l'opportunità di tornare a Orange,
dove, nella meravigliosa e suggestiva
"scenografia naturale" dell'Anfiteatro
romano potremo assistere a una recita
di Aida, opera grandiosa come
poche altre, che si presta sicuramente
ad una cornice fastosa e magniloquente,
ma altrettanto ricca di silenzi, solitudini
e nostalgie. Forse proprio dalla presenza
di un direttore sensibile e raffinato
come Michel Plasson
e di un Radames lirico e giovanile
come Roberto Alagna
(di cui assistemmo al debutto proprio
in questo ruolo a Copenhagen) verranno
gli stimoli a cogliere e valorizzare
gli aspetti meno esteriori e più sofferti
del capolavoro verdiano.
Il
Festival di Aix si concluderà per
noi con una serata che avrebbe dovuto
avere luogo tre anni fa, ma che allora
fu cancellata dagli scioperi che turbarono
il festival. Vedremo accostati tre
capolavori di altrettanti maestri
della musica novecentesca: Il Teatrino
di Mastro Pedro (esempio di "teatro
nel teatro", ispirato a un episodio
delle vicende di Don Chisciotte) di
Manuel De Falla, Renard di
Igor Strawinskij e infine Pierrot
Lunaire di Arnold Schoenberg (capolavoro
dell'espressionismo in cui le emozioni
sono create dall'innovativo uso dei
timbri strumentali e dall'uso particolare
dello "Sprechgesang"). A
brevissima distanza dal concerto parigino
ritroveremo l'estro e il rigore di
Pierre Boulez, mentre nel cast
brilla ancora una volta la presenza
carismatica di Anja Silja.
Ci
sarà poi l'occasione di arricchire
ulteriormente la trasferta assaporando
l'emozione di un altro avvenimento,
questa volta fuori dall'ambito musicale:
è prevista infatti la visita alla
mostra internazionale "Cézanne
en Provence" che, a cento
anni dalla morte dell'artista, permetterà
di vedere finalmente riunite quasi
tutte le sue opere.
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