UNA GITA NEL “BAROCCO” TRA MILANO E AMSTERDAM

 

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Una gita nel “Barocco” tra Milano e Amsterdam

 

L'unica cosa che ha accomunato quasi tutte le serate ad eccezione dell'Alcina, è stata la amplificazione,che però soprattutto in un teatro di 1600 posti com'è quello di Amsterdam è uno scotto da pagare anche con piacere.

Al teatro Sthreler l'Orfeo di Monteverdi in forma di concerto con la direzione di Savall:bello,lento,notevolmente amplificato,bravo Furio Zanasi,un minimo di movimento scenico,ma gli altri della Cappella Real de Catalunia cantavano in una lingua sconosciuta ed erano tutti di una notevole mediocrità.

Teatro quasi pieno.

Al Conservatorio G. Verdi: Alcina di Händel, protagonista Joice Di Donato, brava con grande sicurezza ed una voce importante,autorevole,in alto decisamente metallica .

Qui senza amplificazione si apprezzavano i reali rapporti e valori sonori soprattutto quando si faceva sentire una delle persecuzioni dei nostri giorni (fortunatamente attiva solo nel repertorio barocco): Sonia Prina (che però canta anche a Parigi!).

Non sono mai stato un amante delle grandi voci, ma che almeno, soprattutto nel barocco, abbiano dello stile. E che dire delle sue agilità?

Molto modesta anche il mezzo Maite Beaumont. Bravo Alan Curtis.

Teatro pieno a meno della metà. Meno male che siamo nella colta Milano.

Finalmente dopo le versioni da concerto gli spettacoli “monteverdiani” di Amsterdam

Il regista Pierre Audi ha presentato il primo di questi spettacoli, l'Orfeo,nel 1992; lo replicano ancora dopo 15 anni ed il teatro era ancora pieno come per tutte le altre serate.

Spettacoli accomunati dal fuoco.

In questa serata era associato all'acqua di un lago circolare sul fondo della scena,illuminato da torce nell'acqua e nel quale,come in un lago d'Averno, Orfeo portava in braccio l'esanime Euridice.

Molto bello e ben ricreata con pochi elementi l'atmosfera bucolica dei pastori che però soffrivano di frequenti crisi di …foia,visto che, nel momento esatto in cui non cantavano, palpeggiavano con grande convinzione le felici pastorelle, con una frequenza elevatissima,quasi entusiasmante.

Molto,molto bravo Jeremi Ovenden vostro futuro Arnoldo.

E' pur vero che bisogna liricizzare il ruolo di Arnoldo,come ha fato anche Florez in un disco di prossima pubblicazione in omaggio a Rubini che ho sentito in anteprima,ma........vedremo e sentiremo. Sul podio e con una sorta di "calascione" il direttore Sthefen Stubbs

Seconda serata: Il ritorno di Ulisse in patria. Teatro sempre pieno.

Anche questo bello con l'intervento del fuoco scaturito dalla freccia scoccata da Minerva e che porta allo stermino dei Proci. Molto bravi e belli tutti i comprimari con una ottima regia e bei costumi (sempre amplificati).

L'orchestra era formata da 11 elementi compreso il direttore Glenn Wilsone 4 fra forte-piano e .........(spinetta?) ne restano ........

Attendevo molto l'Incoronazione di Poppea, perché molto più frequentata e diretta da Rousset con Les Talents Lyriques e dove c'era la grande (?) attesa di Danielle De Niese molto bella, brava attrice ed accreditata interprete barocca. Era talmente amplificata che, non ci ho capito niente mentre il mezzo, Malena Ernman, era pressoché afono.

Teatro ancora una volta pieno, pubblico attento e silenzioso e con convinti,ma non eccessivi consensi come spesso accade all'estero. Ti volevo ancora segnalare Paul Agnew nell'Orfeo come Apollo, pastore e spirito ed Eumete nel Ritorno (bravo, ma ricordi le premesse alcuni anni or sono?) Bejun Mehta, in Ottone, Patricia Bordon, in Penelope e Emiliano Gonzales-Toro, in Arnalta.

Claudio Cozzolino, 29 ottobre 2007