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LA
Fille du régiment - Bilbao, Maggio 2009
Juan
Diego Flórez (Tonio)
Iride Martinez (Marie)
Paolo Bordogna (Sulpice)
Annie Vavrille (Marquise de Berkenfield)
Orquesta
Sinfónica de Navarra
Coro de Opera de Bilbao
Direttore:
Yves Abel
La
Fille du Regiment. E' vero. Il titolo appartiene ad una donna.
Un soprano. Invece si parla quasi sempre di Florez. Io credo
di aver ascoltato quasi tutte le opere in cui a Tonio-Juan Diego,
si affiancavano cantanti di livello. Quest'opera, recuperata
al repertorio consueto, grazie al protagonista maschile ha toccato
vertici inarrivabili oggi con la Dessay. Ma furono bravissime
anche la Ciofi ed ora non è da dimenticare questa interpretazione
di Iride Martinez. Sono le sfumature che contano. Poi anche
l'insieme. Bordogna, Sulpice, ad esempio non fa rimpiangere
il generoso Alvarez. Abel tra l'altro dirige benissimo, con
ritmo, assecondando le voci, accompagnandole ed oggi con tanti
divi del podio, anche stravaganti, non è cosa di poco
conto. Iride Martinez non avrà "l'allure" della
signora Dessay, ed è più civettuola che non come
dovrebbe non essere la figlia del Reggimento. A me piace, perchè
mi piace l'opera ed ho sempre apprezzato la musica di Donizetti.
Geniale. Premesso che non ho visto questa edizione di Bilbao,
non posso proporre un confronto con quella di Vienna, le cui
immagini, dal vivo, unite a quelle della TV londinese, o del
DVD, non lasciano spazi per un giudizio sereno. Però
le orecchie mi raccontano una storia un poco diversa. La Dessay
gioca con la voce, con le movenze, con l'arte di una fuoriclasse,
senza mai esagerare, senza mai essere sguaiata o sopra le righe.
Altre cantanti invece esagerano. La Martinez a volte esagera
nell'essere più caratterista che attrice, con la voce
intendo. Altre ancora se non esagerano rischiano di essere un
poco anonime come la Cantatore a Milano.
Tornando alla Fille- opera, se qualche anno fa potevano apparire
insuperabili le prove di Bologna, nel 2004, e di Genova, dove
si visse una serata eccezionale, altro ci attendeva ed ancora
migliore.
Non ci sono solo gli aspetti edonistici: mi riferisco anche
o soprattutto al dispiego di voci chiare, limpide che s'espandono
con facilità disarmante, senza apparente sforzo; non
mi riferisco ai 9 do di Jdf, ma alle sfumature del duetto d'amore
che apre l'opera, quel gioco di colori e luci, di armonia e
di furbizia tra Tonio e Marie. Qui, ha un valore assoluto la
tecnica e la sensibilità artistica. Ora anche a Bilbao
tutti gli interpreti sono ferrati e non sbagliano nulla. Altra
considerazione.
Nessuno è perfetto; la perfezione non esiste; la cosa
importante che rende una voce speciale e unica, appartiene a
quel tenore, soprano, basso, ecc.ecc. che è capace di
sfruttare al meglio le proprie qualità, così bene
e così in sintonia con quel che l'Autore ha composto,
che nasconde o mitiga i difetti, in modo che al pubblico piace
esattamente ciò che ascolta. Ed offre alla storia dell'opera
pagine con le quali si dovranno fare i conti. Mei e Giordano,
la Vargicová non sono state delle mediocri Marie, ma
un conto è cantare al meglio, un conto è cercare
di trovare il meglio in sè stesse. Ciò impone
studio, costanza, ma anche indubbie qualità straordinarie
che non tutti posseggono.
A Bilbao dopo i do di Jdf, Marie, canta un'aria liricissima,
soffice, dolorosa, drammatica:"Il faut partir". C'è
chi segue lo spartito, c'è chi riesce a commuovere. La
Martinez canta bene: forse occorrerebbe qualche pianissimo più
indugiante, qualche assottigliamento più coinvolgente
lo spirito dei soldati e degli ascoltatori. Con questo non dico
che canti in modo banale. E' brava, ma mi regala solo bei suoni.
L'emozione poi gioca qualche scherzo, anche se di pochissima
importanza. La classe non è acqua e lei non è
Natalie. E neppure la Ciofi. Comunque a me piace più
della signorina Dunleavy che interpretò il ruolo a Las
Palmas. Verso la metà del secondo atto, all'ascolto è
tra le Marie migliori, ascoltabili oggi.
Di Borgogna ho già dettol
Anche di Florez ho già scritto abbastanza. Posso ripetere
che sempre e comunque ogni serata non è mai eguale all'altra
e basterebbe solo riascoltare il Tonio di Las Palmas, o di Genova
e confrontarlo con quel che la sua personalità e la sua
voce oggi propone, per rimanere sorpresi ed ammirati. Oggi,
a mio parere, canta meglio di allora, quando già pareva
impossibile accadesse, anche nell'aria dei 9 do. Per non parlare
di quella del secondo atto. Un modo di porgere che prepara ad
un "Leve toi soleil" da brividi, quando affronterà
la Linda.
Maurizio
Dania
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