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Salisburgo 23 e 24 agosto 2009
Ma come suonano bene i Wiener. Nel teatro scavato o ricavato
nella roccia, il Moise è stato un trionfo per l'orchestra,
assolutamente perfetta, emozionante, condotta da un grande maestro
concertatore e direttore: Riccardo Muti.
Non ci sono se e ma: solo simpatie o antipatie, ma ciò
a cui ho assistito è stato uno spettacolo di livello
altissimo.
Interessante la regia, contestatissima alla "prima",
sopportata nelle successive rappresentazioni, compresa e apprezzata
successivamente.
I cantanti sono stati all'altezza del compito. Su tutti Abdrazakov;
quindi il Grosses Festspielhaus ha applaudito la bellissima
voce e non meno affascinante Nino Surguladze, un mezzo soprano
che sarà protagonista della Carmen a Bologna, in cui
sarà diretta da Mariotti. Bravo il Pharaon di Nicola
Alaimo e anche Eric Cutler. Non ama cantare il Rossini di agilità,
alla Kunde, ma possiede anche lui acuti pieni e sonori. Voce
non bellissima, ma a tratti e nelle zone centrali persino affascinante.
Il tenore di grazia, Juan Francisco Gatell ha cantato con buona
volontà, non possiede nulla di eccezionale nelle caratteristiche
della voce, tecnicamente è bravino, ma non incanta, nè
colpisce l'attenzione. Peccato.
Marina Rebeka, molto attesa, ha cantato bene, pur se avesse
fatto annunciare di non essere al meglio della condizione. Tutti
hanno dimostrato che il Festival ha ancora le sue stelle, la
sua magia e che nel complesso ha alcuni punti di forza incontestabilmente
pietre miliari su cui costruire qualsiasi avvenimento musicale.
(I Wiener ad esempio). Applausi a non finire, pubblico internazionale
letteralmente in estasi ed entusiasta.
Mischa Maisky il 23 ha suonato il, suo violoncello, con quella
follia e quel carisma che sono titpici dei geni. Marta Argerich
è uno tra questi. Possono apparire per mezz'ora e suonare
45 minuti, ma incantano con una classe ed una bravura, una scuola
insuperabile, perchè personalissima. Ha eseguito di Joseph
Hayden il concerto per Violoncello e Orchestra in C-Dur Hob.
VIIb/1.
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Quindi Jdf. Concerto di canto la sera. Semplicemente fantastico.
Nella mia non breve vita poche volte ho ascoltato una "performence"
così straordinaria. Dopo pochi giorni dall'impegnativa
Zelmira di Pesaro. Applausi di oltre 2000 persone. "Standing
ovation" dopo l'ultimo brano del programma ufficiale "
Ah! Mes amis". Il pubblico entusiasta in piedi dopo ogni
bis. Sono stati 6. Urla, grida, da stadio: facilità in
tutto, nell'emissione delle note più morbide e carezzevoli
di "Una furtiva lacrima", alle funamboliche agilità
del "Si ritrovarla io giuro", al rondò dal
"Barbiere di Siviglia". Pubblico spagnolo impazzito
per le canzoni di Serrano e di Sopriano, per le romanze di Saavedra,
Vives, cantate con grande passionalità, e per un magistrale"J'ai
perdu mon Eurydice", seguito da "L'espoir renait dans
mon ame". Tra i bis da notare il particolare modo di emettere
l'acuto di " Lève toi soleil", attaccato pianissimo
e poi rinforzato e straordinariamente chiuso, in un modo che
ricordava anzi, se possibile affinava perché personalizzava
, la tecnica del grande Maestro Kraus.
Non è stato un trionfo: di più.
Grande anche Scalera al pianoforte; soddisfatto, è una
persona semplice, è gentilissimo, stupendo pianista,
prima che accompagnatore di grande classe.
Al termine c'è voluta più di un 'ora per soddisfare
le richieste del pubblico, per una foto o un autografo.
Maurizio
Dania
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