VIENNA 2007

 

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Vienna: 28 aprile 2007

La Fille du Regiment

 

Vorrei iniziare con le cifre: teatro esaurito; ovazioni per "Mes amis", (mai sentito JDF così in forma), della durata di più di 5 minuti, uno sguardo al settore dove sedevano i "regnanti" dell'Opera, quindi ha eseguito uno dei più bei bis mai concessi. Il do acuto finale, assolutamente stratosferico, per potenza, luminosità, durata. Secondo atto: splendida l'aria del tenore.

Morbidissimo, emozionante, amoroso. Anche in questo caso mai sentita così eseguita bene da Florez. Altri minuti di applausi. Non saprei dire quanti ne ha ricevuti la signora Dessay. Contiamo solo quelli che hanno salutato la compagnia al termine: sicuramente più di 40. Forse 60, alla fine. A teatro pieno. Molti gli amici di presenti, giornalisti ed appassionati, emozionatissimi.  E' stata una gioia per tutti.

Molto felice Giulia, la novella sposa.

Qui dovrei iniziare un altro articolo.

La prima ad uscire dal teatro è stata Montserrat Caballè. Ancora strepitosa nel suo ruolo, ma visibilmente stanca.

Mi sono avvicinato a lei. Era inseguita dai fans, come sempre. Le ho detto chi ero. Mi ha chiesto se stavo bene. La voce seria: ah, l'allegria di un tempo!!! Se ne è andata veloce, quando le ho detto che la "vedevo bene", anche se accompagnata, reggendosi a lei, dalla sua fida amica e dal bastone, rapidamente guadagnando l'Hotel Sacher, a venti metri dal teatro. Un ciao reciproco. Poi non ho osato disturbarla ancora. "Non farmi cadere", mi ha detto, con l'unico sorriso che le è sfuggito.

Ed io mi sono commosso.

Ha ricevuto numerosi e fragorosi applausi; è ancora amatissima, ma mi sono messo nei suoi panni. Lei, la mia Regina, la Principessa, l'ultima Diva, chissà come reagisce a queste manifestazioni di giubilo che non sono neppure paragonabili a quelle che riceveva negli anni d'oro, quando LEI era la Montserrat.

Quando ha fatto l'ultima uscita sul palcoscenico, per salutare, era l'ultima protagonista della Fille di Vienna, ma non era quella che riceveva le ovazioni più intense. Tutto passa, cara Montserrat. Mi dispiace che i tuoi occhi, ah quali occhi, sprizzino vitalità ancora in scena, ma nascondano la tristezza di una vita artistica straordinaria che non ritornerà, le vicissitudini dovute alla salute cagionevole, specie dopo il grave male che l'aggredì qualche anno fa, e quelle famigliari che ha sempre tenuto nascoste. La amo anche per questo. E per la classe che ancora una volta ha dimostrato di possedere, regalando un mazzo di rose rosse a Natalie Dessay.

Lo spettacolo è stato bellissimo; una serata indimenticabile! La Dessay non grida, interpreta, come può, ma il suo strumento è ancora sufficiente per regalare dei punti alle signore Rancatore e Ciofi, con tutto il rispetto:

canta nel modo migliore possibile, come interpretano tutti, da Alvarez, straordinario, a Juan Diego, per cui non spendo più nessuna parola. Il canto serve Donizetti, nel modo migliore oggi rappresentabile: il resto è teatro, allo stato puro. Regia e costumi inclusi. Ed è comunque di altissima scuola.

L'unico neo veramente evidente rimane la direzione di Abel. Incolore, incapace di seguire i cambi di ritmo fin dalla sinfonia, incapace di sostenere gli artisti. Anzi, accade il contrario.

Hanno applaudito anche lui, coinvolto in un clima da serata magica. (Ma molto meno rispetto agli altri). Brava Janina Baechle. Marquise de Berkenfield.

Mi dispiace per chi non c'era.

Maurizio Dania, 5 maggio 2007