ZELMIRA A PESARO

 

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18 agosto 2009. Adriatic Arena al completo. Prima considerazione: Pesaro ha Rossini, Asti ha dato i natali ad un trageda minore, l'Alfieri. Eppure se Pesaro avesse fatto per il suo Illustre Figlio, in termini logistici, quanto Asti ha fatto per lo scrittore, Pesaro avrebbe costruito tre teatri degni di ospitarne le opere. Invece resiste il vecchio Teatro, e la soluzione di adattare dei palazzetti dello sport, per la musica, non è ottimale. Io credo che i tecnici del suono, gli architetti, quanti investono intelligenza e denaro per il ROF debbano pensare di dotare la città di un tempio per la lirica, comodo, centrale, anche moderno, ma dove non si possano avvertire risonanze strane, echi, rumori vari, rendendo la vita difficile ad esecutori ed ascoltatori. Per non parlare delle riprese radiofoniche; ci voleva un mago per offrire qualche risultato migliore di quanto non abbia fatto la RAI, il 9 agosto, per la "diretta". Quindi debbono o vorrei mi spiegassero la differenza dei prezzi tra chi ha pagato 135 euro per una posizione non così privilegiata rispetto a chi ne ha spesi 75.
Passo alla rappresentazione.
Immancabile il trionfo per Kunde, Florez e la Pizzolato. Molto applaudito il direttore Abbado, grande concertatore, che ha sempre dato gli attacchi giusti, attentissimo a ciò che avveniva in scena, capace di rendere la bellezza e la grandiosità della partitura rossiniana grazie all'orchestra del Comunale di Bologna in forma smagliante. L'alternanza delle parti drammatiche con quelle elegiache è stata resa con una bellezza del suono che ha avuto negli archi e nelle corde, in generale, il punto di eccellenza. A me Kunde piacque già all'ascolto dalla radio; oserei dire che è stato bravo anche o soprattutto dal "vivo". Certo i suoni gravi non hanno una forza particolare, il timbro non è bellissimo, ma è stato un Antenore che ha impressionato per un buon fraseggio e per gli acuti ancora potenti, anche se l'ascesa agli stessi non è più agile e facile come lo fosse un tempo. Io a questo punto affermo che anche la regia lo ha aiutato: l'uso del bianco e nero con la ripresa televisiva a tutto campo, su uno schermo che fungeva da sfondo all'azione, in alcuni momenti è stato emozionante. Con primo piano estremamente suggestivo.
Jdf ha condiviso il successo con Kunde. Il suo fraseggio è variegato, il suo canto è sempre bellissimo, vola per il teatro-palazzetto, gli acuti, molti e timbratissimi, giungono sovente con la maestria di un canto d'agilità che non ha eguali. Non c'è un suono che sia stimbrato, non c'è fatica apparente, e la tecnica che ormai gli appartiene dimostra che con l'intelligenza dello studio anche dei ruoli così difficili, (David per intenderci), è anche sul lato espressivo un fuoriclasse. "Terra amica" formidabile.
Brava Marianna Pizzolato: ancora più brava di quanto lo fosse stata il 9 agosto. Nessun affanno nella cabaletta; nessuna difficoltà anche per lei che aveva cantato con maestria il cantabile di un'aria aggiunta. Toccante la scena del bimbo con una Aldrich che mi attendevo meno in difficoltà sia negli acuti, sia nelle agilità. E' un soprano o un mezzosoprano alto? Gli acuti non sempre sono apparsi, sempre a mio parere, perfetti; anzi, la cantante è giunta alla fine dell'opera, la cui musica è bellissima, come un ciclista abituato alle gare di un giorno, al termine di una salita del Tour de France. Stanchissima.
Esposito e Palazzi hanno cantato bene. Interpretato ancora meglio.
Il coro si è sentito, benissimo e non è apparso schiacciato e quasi silente, come durante la ripresa della diretta.
La regia: certo forse i fischi del 9 agosto sono stati ingenerosi. La Zelmira è difficile; il testo non aiuta; la visione del mondo delle caverne o dell'anima di Antenore non è stata priva di interesse. Non dico che mi abbia affascinato, però non mi ha deluso e comunque mi piacerebbe ascoltare la voce di chi l'ha criticata, non solo nel negarle una certa autorevolezza intellettuale, ma nella proposta di cosa avrebbe desiderato in alternativa.
Applausi ritmati alla fine di un pubblico contento, almeno nella stragrande maggioranza. Trionfo per Florez. Altrettanto per Kunde e la Pizzolato, generosi applausi, anche scroscianti per tutti. Anche se molto stanchi, gli interpreti hanno corso e saltato dalla gioia, unendo idelmente le braccia tra loro e chi esprimeva in quel modo riconoscenza e facendo capire la felicità di aver assistito ad un grande spettacolo, che è stato anche una grande impresa per tutti. Abbado felicissimo.
Zelmira, opera complessa, solo a Pesaro probabilmente può essere proposta, ma il successo di questa edizione potrebbe far si che come per la Matilde, la produzione potrebbe avere una riedizione in un importante teatro europeo. Fra qualche anno.

Maurizio Dania