Diciotto do sopracuti

 

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Locandina - Foto di scena

Bologna, Teatro Comunale, 1 Aprile 2004

Grande attesa per Juan Diego Florez in Fille du Reggiment a Bologna: ebbene domenica scorsa ho provato un’emozione che non sentivo da molti,
troppi, anni.
Finalmente un grandissimo tenore lirico degno erede di Alfredo Kraus, di cui sono orfano da lungo tempo.
Florez è un'autentica stella del bel canto. non solo per i do sovracuti della cabaletta di Tonio - per di più bissata in un teatro tripudiante di applausi -
ma ancor di più per la finezza di timbro ed il legato profusi a piene mani: l'aria finale è stata di una perfezione commovente con un timbro di voce che
oggi sicuramente non ha eguali.
Al suo fianco una grandissima Eva Mei, ma la scena era per lui, senza alcun dubbio.
Caro Matteo, tu conosci le mie ironie su Donizetti, ebbene con Florez ti chiedo di meditare sull'opportunità di portare i Wanderer in "umile pellegrinaggio" alle scene che in futuro calcherà il nostro discendente degli Incas. Noi, nella provinciale Bologna, lo godremo presto nel rossiniano Conte Ory.
C'era anche una regia...
nonostante la mediocrità non ha rovinato nulla: aver attualizzato la scena al primo dopoguerra con accenti da commedia musicale americana (tipo "signorina non guardate i marinai") ha creato situazioni quasi ridicole con Eva Mei costretta a un'improbabile "habanera" sul bancone del caffè.
Che cosa poi ci facesse nel 1950 o giù di lì un esercito francese in Tirolo, per di più agli ordini di un imperatore non riesco a capirlo. Le solite balle... su tutto però lui, JUAN DIEGO FLOREZ.
Ciao, Buona Pasqua a tutti, replicherò il 20 aprile dopo Conte Ory.

Fausto Martelli