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Hindemith,
Kammermusiken No. 4 – 5; „Finale 1921“ da Kammermusik No.1
Beethoven, Sinfonia No.1
Direttore Claudio Abbado
23 agosto
L’ultimo concerto in programma con la direzione
di Claudio Abbado, concerto anch’esso inserito nella “cornice”
Freiheit, prevedeva l’esecuzione di tre Kammermusiken di Paul
Hindemith e la Sinfonia No. 1 di Beethoven.
Se la Sinfonia N. 1 di Beethoven non prometteva
sorprese se non l’usuale pulizia e rigore nell’esecuzione a
cui ci ha abituato la direzione di Abbado, interessanti dovevano
apparire le tre Kammermusiken di Hindemith, pezzi non frequentemente
eseguiti e senz’altro poco noti al grande pubblico. Nel caso
specifico, erano in programma la Kammermusik No. 4 e No. 5 e
il “Finale 1921” tratto dalla Kammermusik No.1. di stile “concertante”,
se non addirittura veri e propri concerti per strumento solista
e orchestra, la Kammermusik No. 4 e la Kammermusik No. 5 mettevano
in luce le doti considerevoli di solisti quali Kolja Blacher
e in particolare Wolfram Christ e fornivano un ultimo esempio
delle tensioni insite nella musica del Novecento (nel caso specifico,
degli anni Venti del secolo, anni in cui Hindemith compose i
pezzi in questione), dell’ansia intellettuale, e non solo, dell’uomo
del Novecento attraverso la commistione di momenti lirici e
di ricerca ansiosa, in un clima culturale, politico e sociale
che appariva esso stesso, come la musica, spezzato, dissonante,
perennemente proteso, ciò nonostante, verso una non più
raggiungibile armonia. Interessantissimo, in questo senso, il
“Finale 1921” (purtroppo non aiutato da una pianista incerta)
in cui alla musica “classica” nel senso stretto del termine
si associavano elementi di musica jazz, “rumori” – la sirena
con cui il pezzo si conclude – in un effetto drammatico ed irrisorio
difficilmente non percepibile.
Non ho assistito al concerto del 23 agosto,
dovendo ripartire prima di quanto avessi preventivato, e sono
stata quindi ben felice di poter assistere alle prove (“alle
prove, si impara” mi diceva la mia insegnante di musica e non
aveva tutti i torti); so, però, che questo è stato
l’unico concerto tra i tre diretti da Abbado (e quindi di maggior
richiamo) che non ha registrato il tutto esaurito già
nei mesi precedenti all’inizio del Festival; lo so per certo
perché, per giorni, ho cercato di vendere il mio biglietto
in biglietteria, non riuscendoci (non posso giurare che dopo
la mia partenza le cose siano restato allo stesso punto), ed
è un peccato – al di là del mio biglietto rimasto
come trofeo o segnalibro – se questo dimostra che ancora ci
sono resistenze di fronte alla musica moderna, quando proprio
questa dovrebbe risultarci più comprensibile, più
nostra pur, o appunto, a ragione della difficoltà della
forma che è espressione veritiera del nostro mondo attuale
(certamente molto di più della musica antica o della
musica romantica), delle nostre fortune o, maggiormente, delle
nostre sfortune.
Ho in mente, a questo proposito, un pensiero
di un noto critico musicale che, in una sua recensione ad un
concerto di Bach, osservava il pubblico e si chiedeva perché
la folla accorresse a questo tipo di concerti, sostanzialmente
complessi in quanto lontani dalla nostra epoca e perciò
affatto incomprensibili, nell’accezione più nobile del
termine, e perché la stessa folla disertasse con la medesima
convinzione i concerti di musica moderna; detto critico trovava
la risposta a questo comportamento nel fatto che la melodia
“facile” della musica antica provocava quel piacere “analgesico”
tale da far dimenticare gli affanni del quotidiano, mentre la
musica moderna costringeva con brutalità ad immergervisi.
La ragione di una partecipazione più ristretta a concerti
“difficili”, nonostante la presenza di un direttore di fama,
è ancora quella supposta dal critico? È ancora
questo il motivo per cui si ascoltano Mozart e Bach seguendo
la melodia ciondolando le teste e si evitano, se si può,
Hindemith o Nono? Certo, i prezzi dei biglietti non erano incoraggianti,
ma lo erano, forse, quelli delle altre tre serate con Abbado?
Daniela
Testa, 8 settembre 2004
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