Più musica da camera nei programmi Wanderer

 

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E’ giusto, caro Enrico.
Sono molti coloro che hanno rilevato, nel Wanderer Club, la netta prevalenza delle proposte “operistiche” su quelle squisitamente “strumentali”.
A essere sinceri, per quanto riguarda l’Estero, abbiamo sempre cercato di inserire le sale da concerto: possiamo dire con orgoglio che ormai i Wanderer si sentono a casa loro al Concertgebouw, alla Musikverein alla Philharmonie di Berlino o a quella di Monaco…
E’ però altrettanto vero che finora quasi mai sono state lanciate proposte per gite “non-operistiche” in Italia (adesso mi viene in mente solo una Liederabend alla vecchia Scala, con Anne Sophie von Otter). Forse ci ha viziati il fatto che la nostra sede è a Ferrara, città da cui passano (grazie a Ferrara Musica) molti dei principali solisti del mondo.
Nulla ci impedisce, per il futuro, di proporre molte più “gite” per concerti di particolare interesse, specialmente ora che… anche tu sei entrato a far parte del comitato che si occupa delle Trasferte Musicali!

Quanto al socio dimenticato a casa, i responsabili dell’indecente qui-pro-quo sono stati già sgridati alle lacrime!

Matteo Marazzi, 9 giugno 2003