| AIDA
Musica
di Giuseppe Verdi
Libretto di Antonio Ghislanzoni
Personaggi
principali
| Aida,
schiava etiope |
soprano |
| Radames,
capitano delle guardie |
tenore |
| Il
Re di Egitto |
basso |
| Amneris,
sua figlia |
mezzosoprano |
| Amonasro,
re di Etiopia e padre di Aida |
baritono |
| Ramfis,
capo dei sacerdoti |
basso |
| Sacerdotessa |
soprano |
| Un
messaggero |
tenore |
Prima
rappresentazione: Il Cairo, 1871
L'azione si svolge in Egitto
Atto
primo
Nel
palazzo del re a Menfi, il capo dei sacerdoti Ramfis comunica a Radames
che gli Etiopi minacciano Tebe, e che la divinità ha designato
il nome del condottiero che guiderà le armate egizie; poi va dal
re, senza dirgli il nome. Radames desidera quel grande onore, ma mentre
sta facendo queste considerazioni viene raggiunto da Amneris che, innamorata
di lui, cerca di farlo parlare delle proprie aspirazioni. In realtà
Radames è innamorato di Aida, schiava di Amneris che sospetta appunto
qualche cosa del genere vedendo il turbamento di lui all’ingresso di Aida.
Anche la schiava è turbata, per l’annuncio della guerra ma anche
per un motivo che non vuole confessare alla padrona, cioè l’amore
per Radames. Arriva ora il re: gli Etiopi marciano su Tebe guidati dal
loro re Amonasro, che è il padre di Aida anche se in Egitto nessuno
lo sa. La dea Iside ha nominato il condottiero delle schiere egizie, e
sarà proprio Radames che viene acclamato da tutti, riceve il vessillo
e parte mentre Aida invece è preda di conflitti per il fatto di
amare un nemico della sua patria.
La scena ora si sposta nel tempio, dove viene invocato il potente Fthà
e dopo la danza sacra Radames viene investito delle armi con un’imponente
cerimonia.
Atto
secondo
Nel
suo appartamento, Amneris viene abbigliata per la festa trionfale: il
nemico è stato disperso, ma in questo tripudio Aida ha il cuore
oppresso. Fingendo di consolarla, Amneris cerca di farle confessare i
propri sentimenti, e le dice la menzogna che il condottiero è morto
sul campo; dalla reazione della schiava ha la conferma dei suoi sospetti
e allora le dice che l’uomo non è morto e si dichiara sua rivale,
minacciando di annientarla; dopotutto Aida non è che una schiava,
e lei è la figlia del re. Ora si prepara il trionfo: davanti al
tempio di Ammone il re siede sul trono e mentre il popolo e i sacerdoti
esultano, le truppe sfilano marciando recando i carri e le insegne. Seguono
i tesori dei vinti e infine il condottiero in trionfo. Davanti a tutti,
il re gli promette di concedergli ciò che brama, e infine vengono
portati i prigionieri. Fra loro c’è Amonasro che viene riconosciuto
dalla figlia, ma nessuno sa che è il re degli Etiopi e così
lui, pur dichiarandosi padre della ragazza, afferma che il re è
morto in combattimento. I prigionieri chiedono clemenza, sostenuti dal
popolo, ma i sacerdoti chiedono la morte. Il re, soddisfatto per la vittoria,
decide di essere clemente, spinto anche da Radames che chiede per tutti
vita e libertà. Non c’è da temere, dice, perché essendo
morto il re non potranno riorganizzarsi e combattere di nuovo. Il re gli
concede non solo la grazia che chiede, ma anche la mano della figlia,
così che il vincitore sarà anche il futuro re dell’Egitto.
Amneris trionfa e Aida è disperata, ma il padre le sussurra che
la vendetta è vicina, mentre anche Radames è disperato perché
gli importa più l’amore di Aida che il possesso di tutto il regno.
Atto
terzo
E’
notte sulle rive del Nilo, e Amneris giunge al tempio di Iside per pregare
la dea e mentre si trova nel tempio giunge Aida, cui Radames ha dato un
appuntamento in quel luogo. Ma il primo a comparire è Amonasro,
che si è accorto dell’amore della figlia per in condottiero e della
sua rivalità con Amneris. Le promette che avrà la vittoria
sulla rivale e che tornerà a casa da regina con l’uomo che ama.
Ma tutto questo dipende da lei: il popolo etiope è pronto e in
armi, occorre solo conoscere la strada che seguirà l’esercito nemico
per tendergli un’imboscata: lei potrà scoprirlo, facendoselo dire
da Radames. Lei dapprima rifiuta, ma poi accetta spaventata dalla maledizione
del padre. Così Amonasro si nasconde per ascoltare quello che si
diranno Aida e Radames, che arriva proprio in quel momento. Lei lo accoglie
freddamente, perché è il futuro sposo di Amneris, ma lui
le giura il proprio amore e le promette che al suo ritorno dalla campagna
contro gli Etiopi potrà piegare il cuore del re e se vincerà,
gli chiederà la grazia di sposare lei. Aida però teme l’ira
di Amneris e gli chiede di fuggire insieme lontano; lui, dapprima restio
ad abbandonare la patria, poi si risolve. Ora che la fuga è decisa,
Aida gli chiede che strada farà l’esercito per andare a combattere,
e lui le rivela che passeranno dalle gole di Napata. Amonasro ha udito
tutto e si fa avanti, facendosi riconoscere per il re etiopico; Radames,
costernato, si rende conto di avere tradito la patria e di essere ormai
disonorato, per cui si appresta a fuggire con Aida e Amonasro. Ma in quel
momento irrompono Amneris e Ramfis con le guardie; Amonasro cerca di uccidere
Amneris ma Radames si interpone e la salva, trattenendo le guardie per
far fuggire padre e figlia, mentre lui si consegna prigioniero.
Atto quarto
Una sala nel palazzo del re: da una lato c’è l’accesso alla prigione
di Radames, dall’altro quello alla sala sotterranea delle sentenze. Amneris
da un lato vorrebbe la morte di Radames, ma dall’altro spera che aiutandolo
a salvarsi lui la possa amare. Così se lo fa portare davanti e
gli promette di intercedere per lui se troverà il modo di discolparsi,
ma lui non intende farlo perché sa di non essere colpevole, avendo
rivelato il segreto per mancanza di cautela e non per tradimento. Amneris
insiste perché la pena è la morte, ma lui accetta la morte
anzi la desidera, disonorato e convinto che Aida sia morta. Ma Aida non
è morta: dopo che suo padre è caduto nella fuga dopo la
battaglia, lei è sparita e non se ne sa più nulla. Così
Amneris chiede a Radames di sposarla e rinunciare per sempre ad Aida,
ma lui ancora rifiuta e allora lei furente lo fa portare via dalle guardie
ma nello stesso tempo è disperata e vede entrare i sacerdoti per
il giudizio. Ramfis, che li guida, invoca il nume e poi invita Radames
a discolparsi, ma egli tace e così il suo fato è deciso:
verrà sepolto vivo nell’avello sotto l’altare del Nume. Amneris
si dispera e chiede pietà per lui, ma Ramfis è inflessibile.
L’ultima scena è divisa in due piani: quello superiore, con l’interno
del tempio splendente di luce, e quello inferiore nel sotterraneo. Radames
è nel sotterraneo mentre di sopra i sacerdoti chiudono l’accesso
con una pietra. Nella penombra, Radames sente qualcosa muoversi: è
Aida, che si è introdotta di nascosto nel sotterraneo per morire
insieme all’amato. I due sono uniti nella morte e lei vaneggiando vede
arrivare l’angelo della morte per portarli verso una nuova vita radiosa.
Mentre i due amanti danno l’addio al mondo e vanno sereni verso la morte,
nel tempio Amneris implora che l’anima di colui che ha amato si plachi
e su tutto domina l’armonia del canto dei sacerdoti e delle sacerdotesse
che invocano il dio Fthà.
A
cura di Cristina Guglielmini |