SUOR ANGELICA

Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Giovacchino Forzano

Personaggi principali

Suor Angelica soprano
La zia principessa contralto
La badessa mezzosoprano
La suora zelatrice mezzosoprano
La maestra delle novizie mezzosoprano
Suor Genovieffa soprano
Suor Osmina soprano
Suor Dolcina soprano
La suora infermiera mezzosoprano
Una novizia soprano
Due suore cercatrici soprano, mezzosoprano
Due converse soprano, mezzosoprano

Prima rappresentazione: New York, 1918
L’azione ha luogo in un monastero, sul finire del XVII secolo.

In uno stupendo tramonto primaverile due converse accorrono alla preghiera in ritardo; anche suor Angelica è in ritardo, ma fa l’atto di penitenza e per questo non viene punita dalla suora zelatrice, al contrario delle altre due. Le regole del convento sono durissime: non è neppure permesso scherzare e ci sono punizioni per ogni cosa, ma ciononostante i cuori delle monache sono sereni e pieni di carità cristiana. Per tre sere durante il mese potranno vedere il tramonto di maggio, e questo le fa pensare alla sorella scomparsa un anno prima. C’è chi propone di portare un secchiello di acqua sulla sua tomba, ma suor Angelica si oppone perchè – dice – i morti non hanno desideri. Neppure loro dovrebbero averne, ma mentre alcune suore si dichiarano di quest’idea, suor Genovieffa che nel mondo faceva la pastora vorrebbe tanto poter accarezzare un agnellino, e suor Dolcina vorrebbe qualche buon bocconcino. Suor Angelica invece dichiara di non avere desideri, ma tutte sanno che non è vero e che si strugge per avere notizie dalla famiglia che non si è più fatta viva con lei da sette anni, quando è entrata in convento – per punizione, si mormora, Le suore vengono interrotte dall’arrivo della suora infermiera: una suora è stata punta dalle vespe, e suor Angelica le deve preparare un rimedio a base di erbe, perchè è esperta in quel campo. Arrivano ora le suore cercatrici con un bel carico di cose buone donate in elemosina, fra cui un tralcio di ribes. Mentre tutte lo stanno piluccando, arriva una ricca carrozza, e questa notizia mette in grande agitazione suor Angelica che spera sia la visita tanto attesa. Le altre, molto cristianamente, pregano che la visita sia per lei, ed in effetti è così. Si tratta della zia principessa; le due donne si incontrano in parlatorio e con grande freddezza l’anziana signora ricorda alla nipote che i genitori, morti vent’anni prima, le avevano affidato i propri figli ed il patrimonio, da lei gestito con totale giustizia; non vuol sentire parlare di clemenza e di pietà, ma solo di penitenza e la informa che la sorella minore sta per sposarsi e l’uomo che la sposerà ha per amore perdonato la macchia di infamia che lei, Angelica, ha gettato su tutta la famiglia. Proprio di questo vorrebbe sapere Angelica, del figlio avuto fuori del matrimonio per il quale è stata costretta a fuggire in convento abbandonando il bambino. La zia dapprima tace, poi le rivela che una grave malattia ha portato via il bimbo due anni prima, e infine se ne va, lasciando la poveretta nella disperazione. Intanto è scesa la sera, e mentre hanno luogo le normali mansioni del convento, suor Angelica raccoglie i fiori e le piante con cui prepara un infuso avvelenato e lo beve, in preda ad una specie di esaltazione. Ma dopo qualche minuto questa esaltazione la abbandona e si rende conto che il suicidio è peccato mortale, e sta morendo fuori della grazia di Dio. Allora implora la Madonna di salvarla, e il miracolo avviene: la chiesetta si riempie di luce e le appare la Consolatrice degli afflitti, portando un bimbo con sé. Con un gesto, la Vergine spinge il bimbo verso la suora morente.In un incontro con Arbace, Idomeneo gli spiega del voto fatto e gli chiede consiglio, accettando il suggerimento di mandare Idamante lontano da Creta ad Argo, per aiutare Elettra.
Ilia incontra Idomeneo e gli esprime affetto filiale, suscitando nel re il dubbio che sia innamorata del figlio e dandogli così ulteriore motivo di disperazione per la sfortunata coppia. Chi invece è felice è Elettra, che, saputo che tornerà in Argo con Idamante, spera di conquistarlo durante il viaggio, lontano dalla rivale. Mentre preparano la partenza però si alza improvvisa una tempesta e dal mare esce un mostro, come punizione inviata da Nettuno.

a cura di Cristina Guglielmini