ATTILA

Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Temistocle Solera, da Z. Werner

Personaggi principali

Attila, il re degli Unni basso
Ezio, generale romano baritono
Odabella, figlia del Signore di Aquileia soprano
Foresto, cavaliere aquileiese tenore
Uldino, giovane schiavo di Attila tenore
Leone, vecchio romano basso

Prima rappresentazione: Venezia, 1846
La vicenda si svolge verso la metà del V secolo d.C.

Prologo – Scena prima
Nella piazza di Aquileia conquistata, dopo le devastazioni gli Unni festeggiano il loro re. Odabella è a capo delle vergini guerriere sconfitte; Attila concede loro l’onore delle armi, ma lei, che ha perduto la sua famiglia, medita vendetta. Giunge anche il generale Ezio che offre al re degli Unni un’alleanza che comporterebbe il tradimento verso Roma, ma viene respinta con sdegno: l’ostilità fra Roma e gli invasori non sarà placata.

Scena seconda
Nelle lagune adriatiche gli eremiti ringraziano Dio dopo una notte di tempesta; giunge Foresto in cerca di rifugio e piange la sorte dell’amata Odabella.

Atto primo – Scena prima
Il campo degli Unni è ormai alle porte di Roma. Foresto, travestito, raggiunge Odabella che è lì prigioniera e lo mette al corrente del suo piano di uccidere il capo dei nemici.

Scena seconda
Mentre Attila dorme nella sua tenda, lo turba il sogno di un vecchio che lo definisce un flagello per l’umanità. Ancora turbato, decide di attaccare Roma, ma da lontano arriva l’eco del coro mistico che si avanza alla volta del campo.

Scena terza
Il corteo di vergini e di fanciulli arriva al campo degli Unni, guidato da Leone, per implorare la pace e Attila, che riconosce in lui il vecchio del suo sogno, sopraffatto, si prostra ai suoi piedi.

Atto secondo – Scena prima
Campo di Ezio, presso Roma. Valentiniano ha richiamato le truppe per via della tregua e una delegazione di Unni chiede a Ezio di recarsi a parlamentare al campo di Attila. Il generale accetta, ma accoglie anche la proposta di Foresto di scatenare a tradimento le truppe romane approfittando della tregua.

Scena seconda
I barbari si accingono al convito solenne e ci sono anche gli alti ufficiali romani, mentre Foresto inosservato si mescola alla folla. I progetti di tregua sono osteggiati dai druidi, che mettono Attila in guardia contro lo straniero, restando però inascoltati. Ezio tuttavia sfida Attila e nel frattempo Foresto cerca di convincere Odabella a mettere del veleno nella coppa di Attila; la donna però rifiuta di commettere un atto di viltà.
Gli animi si rasserenano e la festa riprende, ma quando Attila sta per bere dalla coppa avelenata che Uldino ignaro gli stava porgendo, Odabella lo ferma rivelandogli la congiura. Foresto confessa la propria colpa e Attila, magnanimo, lo perdona dichiarando anche di voler sposare Odabella che gli ha salvato la vita.

Atto terzo
Nel bosco che divide il campo di Attila da quello dei Romani. Foresto apprende furibondo delle nozze imminenti fra Attila e Odabella e si allea con Ezio; mentre i due covano la vendetta arriva Odabella trafelata che è sfuggita alla cerimonia inseguita dai propri rimorsi, e dichiara a Foresto di avere sempre amato lui. Giunge anche Attila, che vedendo i tre capisce il complotto e ricorda loro i propri meriti: ha salvato Roma, ha graziato Foresto, vuole sposare Odabella. Lei però maledirebbe le nozze con l’assassino di suo padre, mentre Ezio e Foresto gli dichiarano i proprio odio. Mentre lei trafigge Attila con la spada, si accende furiosa la battaglia fra Romani e Unni: la vendetta è compiuta.

a cura di Cristina Guglielmini