I DIALOGHI DELLE CARMELITANE

Musica di Francis Poulenc, su libretto proprio, da Georges Bernanos

Personaggi principali

Il Marchese de la Force

baritono

Blanche, sua figlia

soprano

Il cavaliere de la Force, fratello di Blanche

tenore

Madame de Croissy, priora

contralto

Constance, una suora

soprano

Madame Lidoine, la nuova priora

soprano

Madre Marie

soprano

Madre Jeanne

contralto

Sorella Matilde

mezzosoprano

Il cappellano

tenore

Il carceriere

baritono

Javelinot, medico

baritono

Prima rappresentazione: Milano, 1957
La vicenda si svolge in Francia, all'epoca della rivoluzione.

Atto primo
L'opera inizia qualche mese prima della presa della Bastiglia: siamo nella biblioteca del Marchese de la Force, dove lui ed il Cavaliere suo figlio parlano delle preoccupazioni provocate da un lato dai tumulti dovuti al diffuso malcontento popolare, e dall'altro dalla fragilità emotiva di Blanche, fanciulla paurosa e impressionabile. Proprio mentre parlano arriva Blanche che, animata da sentimenti religiosi e sentendosi inadatta a vivere nel mondo, annuncia al padre di avere deciso di entrare nel convento del Carmelo.
Dopo qualche settimana vediamo Blanche a colloquio con Madame de Croissy, la priora ormai vecchia e malata. La ragazza professa la sincerità della propria vocazione, e si è addirittura già scelta il nome di suor Blanche dell'agonia di Cristo. Così entra nel convento e incontra Constance, una giovane suora che malgrado l'allegria del suo carattere ha in cuor suo la certezza che morirà giovane, e insieme a Blanche. Intanto la vecchia priora sente avvicinarsi il momento del trapasso, e, preoccupata per la suora entrata da poco, benedice Blanche e la affida a Madre Marie. Poi, dopo avere avuto la visione del convento profanato e devastato, spira.

Atto secondo
Durante la veglia funebre per la priora, Blanche ha un momento di paura ed abbandona la salma; Madre Marie, che la sorprende, cerca di aiutarla a superare questa crisi. Ora la nuova priora riceve l'obbedienza delle monache e raccomanda loro umiltà e preghiera, e le mette in guardia contro gli eventi che il tempo sta maturando.
Dopo un interludio musicale, vediamo arrivare al convento il Cavaliere de la Force, che vuole salutare sua sorella prima di fuggire all'estero. La visita a una monaca rappresenta un'infrazione alle regole, ma in questo caso viene fatta un'eccezione, anche se all'incontro è presente, non vista, Madre Marie. Il Cavaliere cerca di convincere la sorella che in convento non è al sicuro, e la rimprovera di rimanervi solamente perchè ha paura; Blanche allora mostra una sicurezza ed un coraggio che è ben lungi dall'avere, e quando il fratello se ne va cerca il sostegno di Madre Marie.
La rivoluzione non risparmia neppure i conventi; il cappellano viene proscritto, al punto che deve travestirsi e cerca di fuggire, ma ormai è troppo tardi perchè una folla inferocita ha circondato il Carmelo. Il decreto rivoluzionario prevede che i conventi vengano evacuati e venduti, e i religiosi dispersi. Le monache affrontano la situazione con grande dignità, mentre sul fondo si ode il canto del "ça ira!".

Atto terzo
Nella cappella devastata Madre Marie propone alle suore di fare assieme il voto del martirio. Poichè l'idea deve essere accettata da tutte, la decisione sarà a scutinio segreto: ognuna di loro separatamente darà il proprio voto al cappellano che sotto sigillo sacramentale, dirà se c'è anche solo un voto contrario, che basterà perche la proposta venga ritirata. Una alla volta le monache passano dietro l'altare e danno il loro voto. C'è una sola opposizione, e, malgrado tutte pensino a Blanche, si alza Constance a dichiarare di essere stata lei ad opporsi, ma ora si è ricreduta e vuole ritirare l'opposizione per raggiungere le consorelle; tutte le suore allora offrono la loro vita al Signore.
Gli ufficiali della rivoluzione pensano che le donne abbiano abbandonato la vita monastica, ma ormai il voto è stato fatto. Ci trasferiamo così in casa de la Force: il Marchese è stato ghigliottinato, tutto è stato saccheggiato e distrutto e Blanche vive lì in abiti civili, tenuta in una condizione servile. Viene raggiunta da Madre Marie, anche lei in abiti civili, che le dà un indirizzo dove raggiungerla entro le prossime ventiquattro ore.
Le altre monache intanto si trovano rinchiuse in una cella, e con loro la priora che accetta il voto del martirio pur non essendo stata presente quando fu fatto. Tutte hanno la sensazione che Blanche le raggiungerà per affrontare lo stesso loro destino. Viene letta la sentenza del tribunale rivoluzionario, che le condanna a morte come controrivoluzionarie. Madre Marie, fuori dal carcere, è preda di sensi di colpa, in parte sopiti dal cappellano, per avere abbandonato le sorelle.
Nell'ultima scena le suore salgono sul patibolo cantando il Salve Regina; Blanche, dapprima confusa fra la folla, ormai priva di ogni timore si apre un varco fra la gente e sale al supplizio, accolta con gioia dalle consorelle e da Constance in particolare. Una alla volta le voci delle suore tacciono.

A cura di Cristina Guglielmini