ROBERTO DEVEREUX, ovvero IL CONTE DI ESSEX

Musica di Gaetano Donizetti
Libretto di Salvatore Cammarano

Personaggi principali

Elisabetta I, regina d’Inghilterra soprano
Lord duca di Nottingham baritono
Sara, duchessa di Nottingham e sua moglie mezzosoprano
iRoberto Devereux, conte di Essex tenore
Lord Cecil tenore
iSir Gualtiero Raleigh basso
Un paggio contralto
Un familiare di Nottingham basso

Prima rappresentazione: Napoli, 1837.
La vicenda ha luogo a Londra, verso la fine del secolo XVI.

Atto primo
La scena si apre a corte, dove le dame intente ai loro lavori osservano Sara seduta in disparte con gli occhi pieni di lacrime. Premurose le chiedono la causa del suo dolore, ma lei diffidente cerca di dissimulare. Al suo arrivo, la regina affettuosamente la rassicura: cedendo alla preghiere del marito ha risparmiato la vita a Devereux, accusato di tradimento. In effetti Devereux è amante di Elisabetta, anche se non è innamorato di lei, e due nemici lo hanno accusato di tradimento. Oltre a questa accusa verso la corona, la regina però sospetta di essere tradita anche come donna e in realtà Roberto è stato un tempo amante di Sara, ora sposa di Nottingham. Il parlamento ha ratificato l’accusa di tradimento sporta dai nobili Cecil e Raleigh, che ora vengono a chiedere che la regina proferisca la sentenza. Devereux chiede udienza, e al cospetto della regina respinge le accuse di tradimento verso la corona; ma quando la regina gli ricorda i momenti felici del loro amore, lui si mostra indifferente e le offre solo la propria obbedienza. Elisabetta ha ormai la prova che ama un’altra, e giura vendetta. Rimasto solo, Devereux viene raggiunto da Nottingham cui confida i propri timori, mentre l’amico gli racconta delle proprie inquietudini nel vedere la moglie andare lentamente verso la tomba per un misterioso dolore, facendo risorgere in Devereux la speranza che la sua amante di un tempo si sia pentita e che lo ami ancora.
Nei suoi appartamenti la duchessa viene raggiunta da Roberto, camuffato da un lungo mantello; egli la accusa di spergiuro e di tradimento, ma lei è stata costretta al matrimonio dalla regina alla quale non poteva certo rivelare l’oggetto del suo amore. In segno di disprezzo verso Elisabetta, Devereux getta l’anello che lei gli aveva regalato, anello che gli garantiva l’impunità. Sara gli chiede di partire e lui giura di fuggire magrado questo gli spezzi il cuore; lei, come ultimo pegno d’amore, gli regala una sciarpa di seta.

Atto secondo
Nella reggia, cavalieri e dame sono tutti in attesa della sentenza del parlamento, che viene finalmente portata da Cecil: la morte. Sopraggiunge anche Raleigh che, andato al palazzo di Essex per portarlo davanti al tribunale, lo aveva visto arrivare solo all’alba. Mentre lo perquisivano, gli avevano trovato indosso una sciapa che ora Raleigh mostra ad Elisabetta. Lei avvampa di rabbia e ordina che Devereux sia portato al suo cospetto, ma viene raggiunta da Nottingham che viene a perorare la grazia per l’amico. La regina gli annuncia la propria decisione, resa inamovibile dalla prova che esiste una rivale. Quando poi Roberto è trascinato davanti a lei, Elisabetta gli mostra la sciarpa come prova del tradimento; Nottingham la vede e la riconosce, restando sgomento dal tradimento della moglie e dell’amico. Tiene tuttavia per sé quanto ha capito e la regina, che chiede a Devereux il nome della rivale, non ottiene la sua confessione ma decide comunque che la sentenza sia eseguita nel pomeriggio. Nottingham non interviene: l’iniquo morirà sul patibolo, ma vuole che altro sangue sia versato.

Atto terzo
Sara ignara attende il marito, ma invece arriva un soldato che le porta un messaggio di Devereux: la condanna è stata decisa. Decide allora di correre da Elisabetta a implorare la grazia, con l’anello regale che lui le ha lasciato, ma proprio in quel momento arriva Nottingham che legge la lettera ed accusa la moglie di tradimento, portando come prove la sciarpa e l’anello. Mentre lei proclama la sua innocenza vede passare in distanza Essex portato alla torre di Londra e vuole correre dalla regina, ma il marito la fa imprigionare.
Roberto è nella cella dei condannati, e attende che Sara porti alla regina la gemma che rappresenta la salvezza per lui; arrivano invece le guardie per condurlo a morte. Nelle sue stanze Elisabetta cerca il conforto dell’amica Sara e aspetta che Roberto le faccia recapitare la gemma con la quale potrà avere la salvezza. Giunge Cecil ad annunciare che il reo sta andando al supplizio, e contemporaneamente arriva anche Sara trafelata che gettandosi ai piedi della regina le mostra l’anello e le confessa di essere la sua rivale, chiedendo pietà solo per Devereux. Mentre Elisabetta manda dei cavalieri a fermare l’esecuzione, un colpo di cannone rimbomba in distanza annunciando che l’esecuzione è avvenuta. Nottingham reagisce con gioia feroce, ma la regina investe Sara chiedendole perchè non sia arrivata prima. Nottingham interviene: è lui che ha trattenuto la moglie, roso dal desiderio di vendetta. La regina, furibonda, condanna entrambi al supplizio e dopo che marito e moglie sono stati portati via dalle guardie si abbandona al suo dolore. I sudditi le rammentano i suoi doveri regali, ma lei annuncia di abdicare in favore di Giacomo mentre la tela cala su Elisabetta affranta.

a cura di Cristina Guglielmini