DIDO AND AENEAS

Musica di Henry Purcell
Libretto di Nahum Tate

Personaggi principali

Dido, regina di Cartagine soprano
Belinda, sua confidente soprano
Seconda donna soprano
La maga soprano
Due streghe soprano
Uno spirito soprano
Oracolo di NettunoAeneas, principe troiano tenore
Un marinaio soprano

Prima rappresentazione: Monaco, 1781

Atto primo
Nel palazzo reale, a Cartagine. L’animo di Didone non trova pace; la sua confidente Belinda cerca di rallegrarla con prospettive di felicità ma sente in qualche modo che la causa dei tormenti della sua regina è l’ospite da poco giunto da Troia. Peraltro ci si aspetta che proprio la presenza di questo nuovo alleato possa portare prosperità ad entrambi i popoli. Didone, in un duetto con Belinda, manifesta quanto profondamente i suoi sentimenti per Enea siano coinvolti, e la confidente la incoraggia ad abbandonarsi all’amore che sta nascendo in lei.
All’arrivo del troiano poi spinge la regina a dichiararsi a lui, ma i timori di Didone sono troppo forti. Enea dal canto suo chiede l’amore della regina, non tanto per sé quanto per la salvezza dell’impero. Il coro intona un inno all’amore e l’atto si chiude con una danza trionfale.

Atto secondo
In una caverna, le streghe si riuniscono per compiere il maleficio che brucerà Cartagine, facendo perdere alla sua regina gloria, onore e vita entro quella sera. Faranno apparire ad Enea un elfo che, con l’aspetto di Mercurio, gli ordinerà di salpare nella notte con la flotta per raggiungere le coste italiche. La danza delle Furie conclude la scena.
In un boschetto caro a Diana si sta svolgendo la caccia, ma la festa è turbata da dolorosi presagi che anche Enea e Didone avvertono, e a questo punto Belinda incita tutti quanti a ritornare in città.
Gli eventi incalzano: l’elfo inviato dalla maga porta ad Enea l’ordine di partire ed egli accetta, pur dichiarando che la cosa lo porta alla disperazione.

Atto terzo
I marinai festeggiano l’imminente partenza e le streghe invece festeggiano il dolore che hanno provocato e quello che ancora provocheranno: intendono infatti scatenare una tempesta sulla flotta di Enea quando sarà in alto mare.
Didone, disperata, sfoga il suo dolore con Belinda e poi in un duetto con l’amato lo scaccia, perché ha dimostrato di essere vile e ipocrita. Egli dapprima incolpa il destino e poi giura di restare, ma lei non ha più fiducia in un uomo che si è dimostrato sleale. Tuttavia lo ama ugualmente e non può più vivere senza di lui; così decide di morire e in uno straziante duetto dà l’addio a Belinda. Nella scena corale conclusiva appaiono i Cupidi, che promettono di vegliare per sempre sulla tomba dell’infelice regina.

a cura di Cristina Guglielmini