DON GIOVANNI

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo da Ponte

Personaggi principali

Don Giovanni, cavaliere estremamente licenzioso basso
Leporello, suo servo basso
Donna Anna, sedotta con la forza da Don Giovanni soprano
Il Commendatore, padre di Donna Anna basso
Don Ottavio, fidanzato di Donna Anna tenore
Donna Elvira, sedotta e abbandonata da Don Giovanni soprano
Zerlina, giovane contadina soprano
Masetto, suo promesso sposo basso

Prima rappresentazione: Praga, 1787.

Atto primo
E’ notte e Leporello, il servo di don Giovanni, passeggia in strada facendo la guardia al suo padrone davanti alla casa di donna Anna, lamentando la sua ingrata condizione di servitore. Sentendo arrivare gente si nasconde, e infatti irrompe in scena don Giovanni inseguito da donna Anna che, oltraggiata da lui, vuole trattenerlo. Lui, coprendosi il viso per non essere riconosciuto, cerca di fuggire, ma lei lo trattiene finchè non arriva il padre che estrae la spada per vendicare la figlia. Il cavaliere rifiuta in un primo momento di combattere, ma poi ha facilmente ragione di un uomo più vecchio di lui e lo ferisce mortalmente sotto gli occhi della figlia, fuggendo nella notte con il servo. Donna Anna viene raggiunta dal fidanzato don Ottavio, ma è troppo tardi: il Commendatore è morto e il suo assassino è fuggito. Donna Anna ha un malore e quando rinviene si fa giurare vendetta dal fidanzato.
Ora vediamo Leporello e il suo padrone aggirarsi per le strade buie della città: Leporello tenta qualche ramanzina al dissoluto padrone, ma ne suscita solamente l’ira. Poi, mentre il cavaliere parla della sua prossima conquista, arriva dal fondo una dama che si sta lamentando fra sé del barbaro che ha tradito i suoi affetti. L’impunito libertino le si avvicina per consolarla, ma lei lo riconosce immediatamente come il proprio seduttore e lui, per togliersi dai guai, la affida a Leporello che peraltro non sa come cavarsela, ma intanto don Giovanni ha il tempo di trarsi d’impiccio filandosela. Lei disperata viene consolata da Leporello che le dice che non è certo l’unica, anzi, le mostra un catalogo dove le numerosissime conquiste del padrone vengono da lui minuziosamente archiviate e catalogate per nazionalità, ceto sociale, caratteristiche, facendo comprensibilmente crescere nella donna la rabbia e il desiderio di vendetta.
Cambia la scena: due giovani contadini, Zerlina e Masetto, stanno per sposarsi e preparano i festeggiamenti insieme ai loro amici, così quando arrivano Don Giovanni e Leporello accettano senza sospetti l’invito (peraltro interessato) a far festa nel suo palazzo. L’impenitente libertino fa in modo di restar solo con la bella Zerlina, e a Masetto la cosa non garba per nulla, ma è costretto ad andarsene un po’ con le buone e un po’ con le cattive. Finalmente solo con Zerlina, don Giovanni le fa un sacco di complimenti e la invita ad andare con lui in un luogo appartato per sposarsi; lei, diffidente sulle prime, poi tentenna finchè sta per cedere, ma in quel punto arriva in scena donna Elvira a fermare i due ed a mettere in guardia l’innocente, portandosi via la sconcertata Zerlina e lasciando lui solo e seccatissimo. Come se non bastasse arrivano donna Anna e don Ottavio, chiedendo aiuto per vendicare l’onore offeso. Siccome i due non mostrano di conoscere l’identità del malfattore, lui si sente un po’ sollevato, ma il ritorno di donna Elvira con le sue accuse sconcerta i due, che non sono del tutto convinti che sia matta come lui cerca di far credere. Quando poi donna Elvira e don Giovanni se ne vanno, donna Anna sconvolta confida al fidanzato che proprio in quel momento ha riconosciuto l’assassino del padre. Gli racconta di come durante la notte il furfante si fosse introdotto nella sua camera, di come lei fosse riuscita a sfuggire alla prepotenza di lui (causando a don Ottavio un sollievo tanto strategico per lei quanto opportunista per lui), e di come il padre accorso in suo aiuto fosse stato ucciso dal misterioso assalitore.
In un dialogo fra il servo e il padrone, Leporello informa don Giovanni che tutti sono nel palazzo a festeggiare, e che lui personalmente ha chiuso donna Elvira nell’orto, e in questo modo il libertino senza più essere infastidito si prepara tutto contento a spassarsela. Nel frattempo Zerlina e Masetto fanno pace nel giardino, ma quando arriva don Giovanni lei si mostra impaurita facendo così insospettire il suo promesso; il cavaliere invita tutti alla danza. Mentre si fa notte, tre maschere si avvicinano al palazzo: sono donna Elvira, donna Anna e don Ottavio che vogliono andare a spiare senza essere riconosciuti. Il padrone di casa le vede in strada e le fa invitare alla festa da Leporello. Nella sala illuminata, durante il ballo, Masetto è parecchio seccato dalle attenzioni che don Giovanni prodiga a Zerlina, e mentre Leporello cerca di distrarlo il libertino cerca di appartarsi con la ragazza. Lei però si mette a strillare e quando le maschere accorrono in sua difesa, don Giovanni accusa Leporello del misfatto e fa il gesto di ucciderlo, ma gli altri insorgono e si tolgono la maschera, rinfacciando allo scellerato tutti i suoi delitti.

Atto secondo
Don Giovanni decide di scambiarsi gli abiti con il proprio servo, per meglio corteggiare la cameriera di donna Elvira; sono in strada, proprio sotto la casa, così quando la dama si affaccia lui le parla nel buio e le chiede perdono promettendole affetto. Lei ci casca e scende, ma giù in strada crede che Leporello travestito sia Giovanni e si rivolge a lui; il servo, convinto con le minacce dal padrone, corteggia la povera donna Elvira e i due se ne vanno insieme, senza che lei lo abbia ancora riconosciuto. Don Giovanni così rimane da solo per fare la serenata alla cameriera, ma quando ha finito di cantare arriva Masetto armato, in compagnia di un gruppo di amici, bellicosi e risentiti come lui. Tuttavia scambiano per Leporello l’uomo che vedono e quando gli confidano i propositi di vendetta lui finge di approvarli, anzi collabora prendendo la direzione delle operazioni. Divide il gruppo in due e lo manda in direzioni opposte e quando rimane solo con Masetto gli dà una serie di botte con il rovescio della spada da lasciarlo a terra mezzo morto. Così infatti lo trova Zerlina: dolorante e ancora convinto di essere stato picchiato da Leporello, e lei lo consola con le sue arti sapienti.
Donna Elvira intanto si era appartata con il vero Leporello che cerca in qualche modo di disimpegnarsi; quando vedono arrivare donna Anna e don Ottavio tutti e due vorrebbero squagliarsela, ma Leporello va a sbattere proprio contro Zerlina e Masetto. Tutti vorrebbero picchiarlo, ma donna Elvira interviene chiedendo pietà per quello che crede il suo futuro sposo. Privi di pietà, stanno per ferirlo ma Leporello getta il travestimento, implorando perdono e lasciando tutti stupefatti. I presenti però ne hanno anche per lui: Zerlina perchè crede che abbia picchiato Masetto, donna Elvira perchè si sente presa in giro. Leporello alla fine fugge, lasciando tutti più furiosi che mai contro servo e padrone. Zerlina riuscirà poi a raggiungerlo, a catturarlo ed a legarlo a una sedia, ma quando va a cercare aiuto lui si libera e scappa. Fuggendo nella notte incontra finalmente il padrone, e ciascuno riprende i propri abiti; sono venuti a trovarsi davanti a un cimitero dove entrano, ma mentre parlano fra loro giunge il suono di una terza voce. Leporello ha paura e don Giovanni pensa ad uno scherzo, e invece a parlare è la statua funeraria del Commendatore, che il cavaliere in segno di scherno fa invitare a cena dal suo servo (peraltro terrorizzato). La testa marmorea fa cenno di sì, come accettando.
Dopo un breve dialogo fra don Ottavio e donna Anna, in cui lui insiste per concludere subito il matrimonio, ritorniamo a don Giovanni. Egli se ne sta cenando in casa sua, allietato da musiche mentre mangia cibi sopraffini servito da Leporello che cerca di sgraffignare qualche buon boccone. Arriva anche donna Elvira: ama ancora il cavaliere malgrado tutto e cerca di portarlo sulla retta via, ma lui semplicemente la deride facendola partire. Appena uscita però, rientra nella stanza con un urlo di terrore, per fuggire dalla parte opposta. Il servo va a vedere cosa sta succedendo, ma rientra terrorizzato anche lui, farneticando in modo imcomprensibile dell’”uom di sasso”. Si sente bussare con gran fragore: Leporello si rifugia sotto il tavolo ed il padrone, esasperato, apre la porta lui stesso per trovarsi davanti la statua funeraria del Commendatore: “a cenar teco m’invitasti, e son venuto”. Lui, più stupefatto che spaventato, cerca di affrontare la situazione con dignità, ordinando la cena per l’ospite, ma la statua non vuole cibo terreno, vuole ben altro. Chiede a don Giovanni se farà il suo dovere, accettando l’invito che adesso gli ricambia, e don Giovanni, che non sopporta di essere considerato un vile, accetta l’invito dandogli la mano in pegno. Al tocco della statua, gli si diffonde un terribile gelo in tutto il corpo; più volte il Commendatore lo invita a pentirsi e a cambiar vita, ma sempre don Giovanni rifiuta, finchè si apre l’inferno e lo inghiotte.
Nell’ultima scena si ritrovano tutti gli altri che arrivano per assicurare il colpevole alla giustizia terrena, ma vengono accolti da uno sconvolto Leporello che racconta l’accaduto. Ottenuta la vendetta, Anna ed Ottavio decidono di sposarsi, donna Elvira va a finire i suoi giorni in un convento, Zerlina e Masetto vanno a cenare con gli amici e Leporello a cercarsi un nuovo padrone, migliore di quello vecchio; il birbone se ne può stare all’inferno, come accade a chi fa del male.

a cura di Cristina Guglielmini