DIE FRAU OHNE SCHATTEN

Musica di Richard Strauss
Libretto di Hugo von Hofmannstahl

Personaggi principali

L’imperatore

tenore

L’imperatrice

soprano

La nutrice

mezzosoprano

Barak il tintore

baritono

Sua moglie

soprano

Il messaggero degli spiriti

baritono

Il custode della soglia del tempio

soprano

Ragazzo

tenore

Voce del falco

soprano

Voce dall’alto

contralto

L’uomo con un occhio solo (orbo)

basso

L’uomo con un braccio solo (monco)

basso

Il gobbo

tenore

Voci di bimbi

soprano, contralto

Tre sentinelle

basso

Prima rappresentazione: Vienna, 1919

L’opera si svolge nelle fantastiche isole sudorientali.

Atto primo
Nel palazzo dell’imperatore il messaggero degli spiriti appare alla nutrice per annunciarle che l’ultima delle 12 lune sta per scadere: l’imperatrice deve gettare ombra entro tre giorni, altrimenti l’imperatore sarà mutato in pietra. In effetti l’imperatrice è figlia di Keikobad, signore degli spiriti; catturata in una battuta di caccia dall’imperatore mentre si trovava sotto forma di gazzella, ha ripreso sembianze umane ed è divenuta sua sposa. Ora ella si trova fra due mondi, non ancora uscita da quello degli spiriti senza ancora far parte completamente di quello degli umani. Per questo il suo corpo non getta ombra e non acquista la maternità, unico e identico segno della sua condizione.
Allo spuntare del giorno l’imperatore, ignaro, lascia la sposa per andare a caccia e a cercare il suo falcone rosso, che lo aveva aiutato a catturare l’imperatrice. Al suo risveglio l’imperatrice vede il falcone e lo sente piangere ed annunciare che se la donna non getterà ombra, l’imperatore sarà mutato in pietra; decide quindi di scendere nel mondo degli umani, affrontando qualunque sacrificio pur di trovare un’ombra. L’accompagnerà la nutrice.
Giungono così nella casa di Barak il tintore, che vive con tre fratelli (l’orbo, il monco, il gobbo) e la giovane moglie dalla quale non ha avuto figli, anche se li vorrebbe. L’apparizione dell’imperatrice e della nutrice sorprende la donna ma le lusinghe della nutrice hanno presto ragione della sua diffidenza. Favolose ricchezze le vengono promesse in cambio della sua ombra; di più, la conseguente rinuncia alla maternità le viene presentata come un vantaggio. Sopraffatta dalle visioni di una vita lussuosa, la donna accetta: le due apparizioni vivranno con lei per tre giorni, servendola, e in questo modo avranno la sua ombra. Infine, prima che torni Barak, con la magia la nutrice fa comparire per il pranzo cinque pesciolini pronti da friggere; le due apparizioni ora scompaiono. Rimasta sola, la donna rimane sconvolta sentendo i pesci che con voce infantile la implorano: “Mamma, la porta è chiusa, facci uscire dal buio!”. Quando il tintore arriva, la moglie, che ha già impegnato la propria ombra, lo informa che dormiranno separati; e così fanno, mentre fuori le sentinelle invitano le coppie ad amarsi, perchè il loro amore è il ponte gettato sopra l’abisso.

Atto secondo
Imperatrice e nutrice sono adesso nella casa del tintore, in qualità di parenti povere a servizio. La nutrice evoca un giovane uomo che la moglie del tintore aveva visto tempo prima, desiderandolo nei suoi sogni inconfessati. La donna non ammette la sua debolezza e non cede, anche perchè Barak torna a casa in quel momento. La visione è già scomparsa; il tintore porta a casa quanto serve per una festa, aiutato dai suoi tre fratelli. La moglie scoppia a piangere, ma gli altri festeggiano.
L’imperatore giunge alla casa del falconiere che si trova nella foresta; il suo falco, ritrovato, gli ha portato una lettera della moglie che dice di voler stare da sola nella foresta per tre giorni, in compagnia solo della nutrice. Vede così arrivare le due nel cuore della notte, e sentendo l’odore di umanità addosso all’imperatrice, pensa di essere stato tradito.
Nella casa di Barak la nutrice mette del sonnifero nel bicchiere del tintore, che cade addormentato. Richiama quindi ancora il giovane cui la moglie del tintore pensava, ma la donna ancora resiste alla tentazione, anzi sveglia il marito mentre l’apparizione scompare.
Nella casa del falconiere, l’imperatrice sogna il destino che attende l’imperatore, ma si sente colpevole anche nei confronti di Barak.
Nella casa del tintore, la moglie rivela a Barak di averlo tradito e di avere venduto la propria ombra. Il marito la vuole uccidere, ma l’imperatrice interviene, rifiutando un’ombra sporca di sangue. Barak è ora armato di una spada fatta apparire dalla nutrice, ma la moglie interviene affermando di essere innocente e pregando il marito di ucciderla. Quando l’uomo alza la spada, la terra si apre e un fiume invade la capanna trascinando i due, divisi, nei flutti; la nutrice e l’imperatrice invece si sollevano al di sopra della scena.

Atto terzo
In un sotterraneo diviso in due, vediamo Barak da un lato e la moglie dall’altro, senza che nessuno dei due sia conscio della presenza del coniuge. Ognuno svolge un monologo: la moglie scopre il suo amore per Barak e rimpiange di non aver capito prima che il suo vero desiderio era quello di amarlo e dargli dei figli; il tintore non pensa ad altro che all’amore che ha per la sua donna e alle cure che vuole avere per lei. Una voce giunge dall’alto e mosra loro, separatamente, la via per uscire.
In uno scenario diverso, lungo un fiume, arrivano l’imperatrice e la nutrice: la loro navicella si ferma vicino ad una soglia sorvegliata dagli spiriti, che ora si dileguano. La nutrice vuole fuggire da quel posto, ma l’imperatrice sente di essere arrivata nel luogo dove Keilkobad suo padre siede a giudizio, proprio per giudicare lei. L’imperatrice varca la soglia, ma la nutrice resta fuori.
Frattanto il tintore e la moglie si cercano invano; la nutrice sente i loro richiami e poichè odia tutta l’umanità, incita Barak a uccidere la moglie e la moglie a fuggire dal marito; tuttavia i due non riescono ad incontrarsi. La nutrice cerca ora di aiutare l’imperatrice che ha varcato la soglia, ma il messaggero degli spiriti la scaccia e la condanna a vivere fra gli odiati umani.
Ora la scena si sposta nel tempio, dove l’imperatrice viene invitata dal custode della soglia a bere alla fonte della vita, in modo che l’ombra di un’altra diventi sua, ma lei rifiuta, perchè considera questo come una colpa. Appare alla vista anche l’imperatore, mutato in pietra: solo i suoi occhi sono vivi, e la guardano. Disperata, lei vuole morire con lui, ma di nuovo il custode della soglia la invita a bere, in modo che l’imperatore torni alla vita. Lei di nuovo rifiuta, ed allora l’imperatore torna alla vita: le voci del bambini non ancora nati cantano “Madre” e “Padre”; l’imperatrice ha superato la prova, e adesso il suo corpo getta ombra. I due si riuniscono, felici. Anche Barak e sua moglie finalmente si incontrano, e anche per loro cantano le voci dei bambini. Entrambe le donne hanno superato la prova e gettano ombra, finalmente riunite all’uomo che amano.

A cura di Cristina Guglielmini