| ELIA
Oratorio di Felix Mendelssohn Bartholdy
Testo biblico (Re – 1 17-19; Re – 2
2,11)
Voci soliste
| basso/baritono |
| tenore |
| contralto |
| soprano |
Scritto
nel 1846 per il festival di Birmingham
I due libri
dei Re riportano la storia dei re di Israele e di Giuda dalla morte
di Davide all’esilio babilonese, coprendo un periodo storico di circa
400 anni. Il profeta Elia appare durante il regno di Acab, re di Israele
dall’anno 874 all’anno 853 sui territori a est del fiume Giordano. Prese
in moglie la fenicia Gezabele per stabilire un patto di alleanza e la
donna, devota a Baal, convinse il marito ad innalzare altari al suo
dio.
Parte
prima
Re 1, 17 - Il regno di Acab e la siccità
Elia il
tisbita (proveniente dalla città di Tisbe) per punire Acab della sua
idolatria, gli disse che per ordine di Dio non vi sarebbe stata più
né rugiada né pioggia. Poi andò a vivere sul torrente Cherit dove alcuni
corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera.
Quando il torrente si fu seccato andò a Zarepta dove incontrò una vedova
che aveva un figlio; visse nella casa di lei e tutti e tre si nutrirono
della farina di una giara e dell’olio di una brocca che non si vuotavano
mai. Poi il figlio della vedova si ammalò e morì, ma Elia pregò il Signore
che ascoltò la sua voce e riportò in vita il ragazzo.
Re 1, 18 - La sfida sul Carmelo, la strage dei sacerdoti, la fine della
siccità
Trascorsi tre anni, Dio decise che era tempo che cessasse la siccità.
Elia allora andò a cercare Abdia, sovrintendente del palazzo e uomo
molto pio, che aveva nascosto e salvato molti profeti di Geova quando
Gezabele aveva deciso di sterminarli. Tramite Abdia, Elia incontrò Acab
per sfidare i 450 sacerdoti di Baal sul monte Carmelo. Innalzarono due
pire, una per Geova e una per Baal, e vi deposero i propri sacrifici
senza dar loro fuoco. Solo la pira dedicata al vero Dio avrebbe preso
fuoco, e difatti quella dei sacerdoti di Baal non si accese malgrado
le loro preghiere, mentre quella innalzata da Elia bruciò appena lui
iniziò a pregare. Allora tutto il popolo si prostrò dicendo “Il Signore
è Dio!”. Tutti i 450 profeti di Baal furono fatti scendere al torrente
Kison dove Elia li sgozzò.
Egli poi risalì la cima del Carmelo; mandò 7 volte il servo a guardare
verso il mare, e la settima volta apparve una nuvola piccola come una
mano, poi in un baleno il cielo si oscurò e piovve a dirotto.
Parte
seconda
Re 1, 19 - L’incontro con Dio
Gezabele giurò vendetta ad Elia, sollevò il popolo contro di lui, e
fece promessa di ucciderlo. Abdia, saputo ciò, corse ad informarlo consigliandogli
di fuggire. Elia ebbe paura e fuggì nel deserto, dove pregò Dio che
si riprendesse la sua anima, finché esausto si addormentò sotto un ginepro.
Mentre dormiva gli apparve un angelo che gli portò del cibo e lo incoraggiò
ad attraversare il deserto, così egli camminò per 40 giorni e 40 notti
fino al monte Oreb, il monte di Dio.
Quando fu sul monte, arrivò un forte vento, poi un terremoto, poi un
fuoco, ma Dio non era in nessuno di questi; poi Elia sentì una leggera
brezza e allora capì che Dio gli parlava. Da Lui ebbe l’incarico di
ungere nuovi re e di scegliere Eliseo come profeta suo successore, per
salvare i 7000 uomini di Israele che non avevano piegato le ginocchia
davanti a Baal.
Re
2, 2(11) - Elia sale al cielo
In quest’ultima parte è descritto il rapimento in cielo di Elia
“Ora mentre essi (Elia ed Eliseo) camminavano e parlavano, ecco un carro
di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra di essi ed Elia salì
al cielo in un turbine”
a
cura di Cristina Guglielmini
|