FALSTAFF

Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Arrigo Boito, da Shakespeare

Personaggi principali

Sir John Falstaff

baritono

Mrs. Alice Ford

soprano

Ford, suo marito

baritono

Nannetta, figlia dei Ford

soprano

Mrs. Meg Page, amica di Alice

mezzosoprano

Mrs. Quickly, cameriera tuttofare

mezzosoprano

Fenton, innamorato di Nannetta

tenore

Dr. Cajus, amico di Ford

tenore

Bardolfo e Pistola, giannizzeri

tenore

Prima rappresentazione: Milano, 1899
La vicenda si svolge a Windsor, sotto il regno di re Enrico IV.

Atto primo
All'osteria della Giarrettiera, dopo un'abbondante cena, mentre Falstaff sta sigillando due lettere, entra il Dr. Cajus che accusa di prepotenze sia lui sia i suoi giannizzeri Bardolfo e Pistola, ma i due negano e Cajus viene cacciato dall'osteria. Falstaff, che si trova a corto di quattrini, progetta di sedurre due donne che ritiene invaghite di lui, Alice Ford e Meg Page, e di appropriarsi del denaro che esse custodiscono. Così, tramite il paggio Robin, spedisce loro le due lettere che gli abbiamo visto sigillare.
Nel giardino di casa Ford troviamo riunite Meg Page, Alice e sua figlia Nannetta, e Mrs. Quickly. Meg e Alice si mostrano reciprocamente le lettere ricevute, uguali in tutto fuorchè per il nome delle destinatarie: il grasso seduttore offre e chiede amore, e le due donne decidono di organizzare una burla per dare una lezione a questo goffo spasimante, mandando Quickly da Falstaff con un'ambasciata, e invitandolo ad un appuntamento; poi se ne vanno. Arrivano adesso Mr. Ford, Cajus, Fenton, Bardolfo e Pistola. Cajus vuole vendicarsi delle offese di Falstaff e mette Ford in guardia: il ciccione vorrebbe con un colpo solo portargli via la virtù della moglie e la cassaforte. Anche gli uomini architettano una trappola: Ford si presenterà travestito e sotto falso nome al panciuto seduttore, per scoprire il suo piano dopo averlo fatto ubriacare. Poi gli uomini se ne vanno, fuorchè Fenton che viene raggiunto da Nannetta: i due si amano.

Atto secondo
L'ambasciata di Alice Ford viene portata da Quickly all'osteria: l'appuntamento è dalle due alle tre, ora in cui il marito è sempre assente. Tuttavia c'è anche l'ambasciata di Meg, anch'essa disponibile. Congedata la messaggera, viene annunciato messer mastro Fontana (in realtà è Ford travestito), che chiede l'aiuto di Falstaff, e si dichiara disposto a pagarlo profumatamente. Afferma di essere innamorato di Alice Ford, ma è sempre stato respinto dalla virtù della donna. Se però Falstaff con il suo fascino riuscisse per primo ad espugnare la fortezza, lui poi troverebbe meno resistenze. Il presuntuoso accetta, anzi informa mastro Fontana di avere già un appuntamento per le due, provocando a Ford una gran rabbia che lui riesce comunque a nascondere.
Ora la scena si sposta in casa di Ford dove le donne, aspettando "l'amante" da burlare, preparano la cesta del bucato. Nannetta però piange, perchè il padre la ha promessa sposa al Dr. Cajus. Alice rimasta sola viene raggiunta dallo spasimante, ma mentre lui la corteggia irrompe Quickly: l'uomo viene nascosto dietro ad un paravento. Sopraggiunge anche Meg gridando che sta arrivando Ford furibondo, ma questa volta non è uno scherzo, perchè Ford arriva davvero frugando dappertutto e rovesciando perfino la cesta, che ora è piena solo di panni sporchi e mentre Ford continua a rovistare, le donne nascondono Falstaff proprio lì. Nannetta approfitta della confusione per infrattarsi dietro al paravento con Fenton, e proprio da lì in un momento di casuale silenzio tutti odono venire il rumore di un bacio. Convinti di trovarvi il furfante, gli uomini circondano il paravento come per un agguato, mentre le donne senza farsi scorgere fanno portar via la cesta con dentro Falstaff ormai semisoffocato e pregustano lo scorno di Ford: quando infatti il paravento viene rovesciato gli uomini restano tutti sbalorditi vedendo i due giovani. Due servi rovesciano la cesta nell'acqua del fosso col suo contenuto, e Alice mostra al marito "il cavalier nel guazzo", cosa che vale a dissipare ogni gelosia o sospetto.

Atto terzo
Siamo di nuovo all'osteria, e Falstaff, consolatosi con un po' di vino del bagno inaspettato, riceve l'ambasciata portata da Quickly. L'esca è un biglietto di Alice, che gli dà appuntamento a mezzanotte nel parco sotto la quercia di Herne, e gli dice di venire travestito da cavaliere nero. La quercia è un luogo famoso come ritrovo di fate, spiritelli e folletti, e proprio ad essa il leggendario cavaliere nero si sarebbe impiccato. Il pesce abbocca, e le donne preparano la mascherata per mezzanotte: tutto il paese parteciperà travestito alla burla, e Nannetta in particolare sarà la regina delle fate. Tuttavia anche Ford sta tramando all'insaputa delle donne per approfittare della mascherata e far sì che Nannetta sposi Cajus: durante la festa entrambi a viso coperto andranno davanti a Ford che li benedirà come sposi. Ma Quickly, non vista, ha udito tutto.
Siamo ora nel parco, sotto la grande quercia. Arrivano tutti mascherati ma Alice, informata da Quickly del tranello di Ford, abbiglia Fenton da frate e Bardolfo da finta sposa. Quando Falstaff arriva col suo travestimento, viene assalito dalle creature fantastiche guidate da Nannetta, che dopo avere svolto il suo ruolo di regina delle fate si nasconde con Fenton. Gli spiritelli punzecchiano e tormentano il malcapitato cavaliere nero, finchè lui non riconosce uno dei suoi giannizzeri; allora Ford si fa avanti e si fa riconoscere, e così anche le donne che lo sbeffeggiano. Per completare la burla e raggiungere il suo scopo, ora Ford vuole celebrare le nozze, e infatti arriva la regina delle fate tenendo per mano Cajus, entrambi con il viso coperto, ma stavolta sotto i panni della regina delle fate c'è Bardolfo. Alice chiede di celebrare insieme un secondo matrimonio, e arriva un'altra coppia col viso coperto (Nannetta e Fenton). Così Ford benedice entrambe le coppie e quando cadono i veli, Ford e Cajus scoprono di essere stati scornati anche loro, perchè Cajus ha sposato Bardolfo e la figlia di Ford ha sposato chi voleva lei. Prendendola con filosofia, se ne vanno tutti a cena.

A cura di Cristina Guglielmini