| DANNAZIONE
DI FAUST
Musica di Hector Berlioz
Libretto proprio, di Almire Gandonniere e Gerard de Nerval, da Goethe
Personaggi
principali
| Faust |
tenore |
| Marguerite |
mezzosoprano |
| Mefistofele |
basso |
| Brander |
basso |
| Una
voce celeste |
mezzosoprano |
Prima rappresentazione:
Montecarlo, 1890
Parte
prima
Pianure dell’Ungheria. Mentre Faust saluta nella
sua solitudine l’arrivo della primavera, il coro gioioso dei paesani
in festa disturba il suo romitaggio; la sua anima è insensibile anche
al richiamo glorioso del passaggio di una compagnia di soldati.
Parte
seconda
Germania del nord: Faust è solo nel suo studio. Tristezza e sconforto
dominano il suo spirito, ma mentre il coro pasquale dei fedeli annuncia
la resurrezione di Cristo la sua anima si sente toccata dalla fede.
In quel momento appare Mefistofele: si presenta come lo spirito vitale,
e promette ad uno scettico Faust di fargli apprezzare la vita; il vecchio
dottore accetta la sfida.
Lipsia. I due si trovano insieme ad un gruppo di allegri bevitori e
Mefistofele si associa all’allegria generale per divertire Faust mostrandogli
la stupidità umana. L’uomo però disprezza il divertimento ignobile e
la grossolanità.
Un prato in riva all’Elba. Nello splendore della natura Mefistofele
evoca un coro di gnomi e di silfi, che stendono il velo del sonno sugli
occhi di Faust. Nel sogno egli vede Margherita, e l’emozione lo risveglia:
è già innamorato della donna e Mefistofele, trionfante, gli promette
l’amore di lei.
Nella scena finale studenti e soldati marciano baldanzosi verso la città,
preparandosi a feste ed a conquiste femminili.
Parte
terza
E’ il crepuscolo.
I due si sono introdotti nella stanza di Margherita: Faust si nasconde
dietro ad una tenda, e Mefistofele scompare. Arriva lei, ancora turbata
dal sogno del giorno prima in cui ha visto un uomo del quale si è follemente
innamorata. Mentre canta la canzone del re di Thule, Mefistofele all’esterno
della casa evoca la danza dei folletti e le intona una serenata. All’interno,
la ragazza si accorge di Faust, riconoscendo in luil’uomo del suo sogno
e i due innamorati si abbandonano ad un lungo duetto d’amore. L’ingresso
di Mefistofele sconcerta la ragazza, ma occorre fuggire perchè la madre
di Margherita sta arrivando, richiamata dai vicini che hanno udito i
canti. Mefistofele e Faust fuggono passando per il giardino, ma prima
Margherita dichiara a Faust il proprio amore; i due si danno appuntamento
per l’indomani.
Parte
quarta
Nella sua stanza, Margherita canta la sua passione ed
attende il ritorno dell’amato. Faust intanto si trova nella foresta,
e viene raggiunto da Mefistofele con la notizia che Margherita è stata
gettata in prigione con l’accusa di matricidio. Infatti l’innocua pozione
che lui le aveva dato per addormentare la madre ed essere liberi nei
loro amori, si era in realtà dimostrata un veleno al punto di uccidere
la vittima. Faust, sconvolto, ordina al demonio di salvarla, ma questi
accetta solo in cambio di una firma su una vecchia pergamena. Perfettamente
conscio di quel che sta facendo, Faust firma e i due partono immediatamente
per salvare la ragazza.
Nella loro corsa folle su due cavalli neri, Faust e Mefistofele seminano
il terrore nei villaggi che attraversano. Un mostro spaventoso li segue,
intorno a loro danza un cerchio di scheletri, sotto gli zoccoli dei
loro cavalli rimbomba il tuono, mentre piove sangue; finalmente le coorti
infernali fanno risuonare trionfanti le loro trombe. L’abisso si spalanca
inghiottendoli, e Mefistofele ha vinto. Nel pandemonio che segue Mefistofele
viene portato in trionfo: sarà per sempre il padrone dell’anima di Faust.
Epilogo
Sulla terra cantano i dannati e i demoni, ma nelle sfere celesti gli
angeli intercedono per Margherita che viene accolta in cielo, a causa
del grande amore di cui è stata capace la sua anima.
a
cura di Cristina Guglielmini
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