IL GALLO D'ORO

Musica di Nikolaij Rimskij-Korsakoff
Libretto di Vladimir Bel’skij, da Aleksander Puskin

Personaggi principali

Lo zar Dondon

basso

Il principe Gvidon

tenore

Il principe Afron

baritono

L’astrologo

tenore

La regina di Cemachan

soprano

Il gallo d’oro

soprano

Prima rappresentazione: Mosca, 1909

L’opera si svolge in Russia, all’epoca degli zar.

Prologo
Lo scopo di questo preambolo, in cui compare l’astrologo, è quello di dichiarare apertamente l’aspetto satirico della fiaba.

Atto primo
Il dispotico zar Dondon vorrebbe regnare dormendo, ma è assillato dal problema dei nemici, che possono attaccare i confini della Russia. Per aiutarlo, un astrologo gli porta un galletto meccanico, una sorta di sentinella in grado di segnalare i pericoli con il proprio chicchirichì. Lo zar è molto soddisfatto: per ricompendare l’astrologo gli promette di esaudire qualunque desiderio egli manifesterà. Così Dondon si mette a dormire beato, ma due allarmi turbano il suo sonno, tanto che, dopo aver mandato i principi suoi figli, lui stesso è costretto a guidare le armate in guerra.

Atto secondo
La guerra infuria ai confini; anche i figli dello zar sono morti, uccidendosi a vicenda. La bellissima regina di Cemachan vuole conquistare lo zar con la propria bellezza, come ha già fatto con i due principi che si sono uccisi per lei. Dondon, sedotto dalla donna, la porta nel proprio regno.

Atto terzo
Lo zar e la principessa arrivano con gran fasto nella capitale per celebrare le nozze, e lì trovano il galletto immobile e muto. Si presenta anche l’astrologo a reclamare il proprio compenso: vuole in moglie la regina di Cemachan. Al rifiuto di Dondon, insiste finchè lo zar, esasperato, lo colpisce gettandolo a terra. Il gallo allora si alza in volo e spacca il cranio del re con una beccata, mantre la regina sparisce, davanti al popolo costernato.

Epilogo
Nell’epilogo ricompare l’astrologo a spiegare agli spettatori che tutto quanto hanno visto è solo illusione: solo lui e la regina sono gli unici personaggi autentici.

A cura di Cristina Guglielmini