IL GIRO DI VITE

Musica di Benjamin Britten
Libretto di Myfamwy Piper, da Henry James

Personaggi principali

iIl prologo tenore
L’istitutrice di Miles e Flora soprano
lMiles voce bianca
Flora, sua sorella soprano
Mrs. Grose, la governante soprano/mezzosoprano
Quint, un precedente servitore tenore
Miss Jessel, precedente istitutrice soprano

Prima rappresentazione: Venezia, 1954
L’azione ha luogo in un maniero inglese, a metà del XIX secolo

Prologo
Si racconta come un’istitutrice venga contattata da un giovane uomo perchè si prenda cura dei suoi due nipoti, che attualmente vivono nella dimora di campagna con una governante. L’istitutrice dovrà occuparsi di tutto, con la condizione di impegnarsi a non disturbarlo mai. Dopo molti dubbi, lei accetta.

Atto primo
Piena di incertezze, l’istitutrice arriva nella dimora di Bly dove trova la governante, Mrs Grose, con i due bambini che si rivelano gentili e dolcissimi; la casa ed il parco sono splendidi, e insomma tutto la fa sentire a proprio agio. Dopo qualche tempo però le arriva una lettera della scuola frequentata da Miles: il ragazzo è stato espulso in maniera definitiva per gravi motivi disciplinari. Questo lascia sia lei sia Mrs Grose molto meravigliate, perchè entrambi i giovani hanno sempre manifestato un’ottima indole. Convinta che si tratti di un errore, decide di passare la cosa sotto silenzio, ma restano in lei alcune inquietudini che vengono aumentate quando vede la presenza di uno strano sconosciuto nella torre del maniero. La comparsa della stessa immagine nella finestra della stanza dei ragazzi la riempie di paura, soprattutto quando, dalla descrizione, Mrs Grose lo riconosce per un domestico del maniero, di nome Peter Quint. Costui era stato non solo in grande amicizia con Miles, ma anche l’amante della precedente istitutrice, Miss Jessel. Venire a conoscenza poi che i due amanti sono morti, riempie la donna di terrore; oscuramente sente che quella presenza sta cercando Miles, e che il suo dovere è quello di difendere i due giovani.
Durante una lezione di latino Miles si mette a recitare una serie di variazioni sulla parola “male”, dimostrando così il suo turbamento interiore.
Poco tempo dopo in riva al laghetto Flora sta giocando con la sua bambola, quando Miss Jessel appare per un istante sull’altra riva, mentre la bambina nega di vedere quella presenza. Durante la notte Quint richiama a sé Miles con le sue lusinghe, e allo stesso modo Miss Jessel cerca di attirare a sé Flora. I due ragazzi sono affascinati dalle promesse dei due spettri, messi peraltro in fuga dall’arrivo dell’istitutrice e della governante.

Atto secondo
I due spettri hanno deciso ormai di dominare i due bambini con la loro possessione e l’istitutrice, rendendosene oscuramente conto, è disperata.
Ora la scena si sposta all’esterno della cappella, dove i due bambini stanno cantando un salmo le cui parole poco alla volta diventano blasfeme. Mrs Grose consiglia di informare lo zio, ma l’istitutrice sa che non lo può fare. In un breve colloquio si rende conto di essere stata sfidata dallo spettro che parla per bocca di Miles, e sa di avere le mani legate; inoltre nessuno le crederebbe. Sentendo di non avere la forza di affrontare quanto sta accadendo, pensa di fuggire. Rientrando in casa, la donna trova Miss Jessel seduta alla propria scrivania, e lo spettro le mostra che sta cercando la vendetta nel luogo dove ha sofferto, decisa ad estendere sempre più la possessione. Così capisce di non poter abbandonare i due bambini, ma non potendo affrontare la cosa da sola, decide di scrivere al tutore. Va in camera di Miles e gli mostra la lettera già pronta, ma il ragazzo ora sotto l’influsso di Quint approfitta dello spegnimento della candela per prendere la lettera. Nella scena successiva Miles siede al pianoforte ascoltato dalle due donne, mentre la sorella gioca. Ma Mrs Grose si addormenta, così la bambina ne approfitta per uscire inosservata. Quando le due donne se ne accorgono la raggiungono vicino al lago, dove appare anche Miss Jessel, che però è visibile solo all’istitutrice; la governante non la vede e di conseguenza è scettica, e la bambina afferma di non vederla. L’ostilità di Flora poi dimostra chiaramente che la possessione si sta estendendo. Dopo una notte di incubi Mrs Grose ha compreso anche lei la gravità della situazione, e d’accordo con l’istitutrice decide di accompagnare la bambina a Londra dallo zio, lontano da queste nefaste presenze. Ma la lettera non è mai partita, sottratta da Miles. La partenza ha comunque luogo, e l’istitutrice resterà a casa con Miles. Quando restano soli, nel loro dialogo si intromette lo spettro di Quint. Il ragazzo vuole ammettere di avere sottratto la lettera, malgrado Quint lo inviti al silenzio; la donna cerca di combattere con lo spettro finchè Miles, gridando il nome del demonio, si rifugia nelle braccia della donna. Lei esulta, credendo di averlo salvato, mentre lo spettro si dilegua sconfitto; ma il ragazzo fra le sue braccia è morto e lei, sconvolta, si abbandona salmodiando alla disperazione

a cura di Cristina Guglielmini