| I MAESTRI CANTORI DI NORIMBERGA
Musica e libretto di Richard Wagner
Personaggi
principali
| Maestri cantori |
|
| Veit Pogner, orafo |
basso |
| Hans Sachs, calzolaio |
basso |
| Kunz Vogelsang, pellicciaio |
tenore |
| Konrad Nachtigall, stagnaio |
basso |
| Fritz Kohtner,
fornaio |
basso |
| Balthasar Zorn, fonditore |
tenore |
| Ulrich Eislinger, droghiere |
tenore |
| Augustin Moser, sarto |
tenore |
| Hermann Ortel, saponaio |
basso |
| Hans Schwartz, calzettaio |
basso |
| Hans Foltz, calderaio |
basso |
| Sixtus Beckmesser, scrivano comunale |
basso |
| |
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| Eva Pogner, figlia di Veit |
soprano |
| Magdalene, sua nutrice |
soprano |
| Walther von Stolzing, cavaliere di Franconia |
tenore |
| Davide, apprendista di Hans Sachs |
tenore |
| Un guardiano notturno |
basso |
L’azione
si svolge a Norimberga, verso la metà del 1500.
Atto primo
La gente sta celebrando la funzione in onore di S. Giovanni, la cui
festa cade l’indomani; terminato il corale, Eva resta in chiesa per
parlare con il cavaliere arrivato da poco in città, e lui si mostra
già interessato a lei, venendo così a sapere che quel giorno vi sarà
l’emancipazione, assegnazione cioè del titolo di Maestro cantore, e
solo un Maestro potrà partecipare alla gara dell’indomani in cui il
vincitore riceverà in premio in isposa la figlia di Veit Pogner, Eva
stessa. Così Magdalene incarica il suo innamorato, David, di istruire
il cavaliere sulle tecniche dell’arte canora e sulle regole che la governano.
Entrano i Maestri, fra i quali Beckmesser che vorrebbe sposare Eva,
e il calzolaio Hans Sachs. Dopo l’appello, prende la parola Veit Pogner,
che annuncia di avere deciso di dare sua figlia in sposa come premio
al vincitore dalla gara dell’indomani, e poi presenta Walther per l’emancipazione.
Il canto del cavaliere è bellissimo, ma non rispetta le regole codificate
e questo suscita scandalo fra i Maestri, in particolare il censore Beckmesser
segna su di una lavagnetta tutti quelli che per lui sono errori e sostiene
il valore delle regole, ma Sachs consiglia di ascoltare il cavaliere
fino alla fine, magari con un censore imparziale che non cerchi di contrastare
un rivale. Così il cavaliere continua il suo canto, ma il censore ha
solo critiche e anche tutti i Maestri sono sordi alla novità ed alla
bellezza del canto: la prova è finita, il cavaliere bocciato, con grande
trionfo di Beckmesser.
Atto secondo
Nella piazza della città i giovani provano il ballo per l’indomani,
e fra loro c’è l’apprendista David, cui Magdalene ha portato un cestino
di leccornie per fargli raccontare come è andata la prova del cavaliere;
però, sapendo che ha fallito, si riporta via tutto. Arrivano ora Eva
e suo padre: la loro casa è di fronte alla bottega del calzolaio. Pogner
è pentito di aver permesso al cavaliere di partecipare alla prova ed
Eva, che non sa ancora nulla, si affida comunque docilmente al padre.
Lui le parla della competizione del giorno seguente: sarà lei stessa
ad assegnare il premio, e il Maestro scelto dovrà essere gradito anche
a lei. Quando riesce a parlare con Magdalene, Eva viene a sapere che
Walther ha fallito, e si reca da Sachs. Questi, fuori della sua bottega,
sta riflettendo sulla novità del canto del cavaliere, da cui si sente
affascinato senza comprenderlo bene, ma Eva interrompe le sue riflessioni
incoraggiandolo a gareggiare per la sua mano (in qualità di vedovo,
lui potrebbe farlo). Chiede anche del risultato dell’emancipazione,
ma viene informata che il cavaliere ha fallito senza appello, e, arrabbiata,
se ne va in casa. Mentre Magdalene le dice che Beckmesser sta per venire
a farle la serenata, lei vede Walther ed esce ad incontrarlo. Non si
possono sposare, perchè lui non è diventato un Maestro; le propone allora
di fuggire insieme. Lei si rifugia in casa, mentre lui si nasconde nell’ombra;
Sachs però ha sentito il dialogo fra i due. Eva torna fuori, decisa
a fuggire, ma mentre cercano la strada, arriva Beckmesser per cantare
la sua canzone. Sachs, vedendo il censore, si mette a cantare una canzone
su Eva (la progenitrice biblica), in modo da farsi capire dall’altra
Eva, che sa nascosta nell’ombra. In casa di Pogner si apre una finestra;
in realtà è Magdalene, ma il censore vedendo la luce decide di cantare.
Chiede a Sachs di dargli il suo parere e questi propone di fare da censore:
noterà ogni errore, non col gesso, ma battendo la suola delle scarpe
che sta preparando per lui. Quando Beckmesser attacca, Sachs impietoso
non gli fa passare il minimo errore e batte talmente sulle suole, da
finire le scarpe. I due litigano, richiamando gente con la confusione
che fanno, e quando arriva anche David furibondo perchè crede che Beckmesser
corteggi Magdalene, scoppia una rissa generale, finchè qualcuno non
calma i bollenti spiriti gettando secchiate di acqua sulla folla.
Atto terzo
La mattina dopo l’apprendista canta davanti al suo Maestro, poi lo incoraggia
a partecipare per sposare la bella Eva ma Sachs, pur accarezzando l’idea,
non è convinto che la cosa sia sensata. Mentre medita su questa sua
follia, arriva il cavaliere e lui lo incita a non perdere la speranza
per la gara; così Walther canta la sua canzone, e Sachs la trascrive,
decidendo di presentarlo alla competizione con la propria autorità.
Dopo che il cavaliere se ne è andato, arriva Beckmesser che vedendo
il foglio sullo scrittoio se ne appropria furtivamente, convinto che
il calzolaio voglia partecipare alla gara; così quando Sachs afferma
che non concorrerà, estrae il foglio dalla tasca. Questi, per convincerlo
della sua sincerità, gli regala il foglio e il censore, ben contento,
promette amicizia, ma, sospettando qualche trappola, gli fa giurare
che non dirà mai che la canzone è sua, cosa che l’altro giura senza
nessuna difficoltà, poi se ne va tutto soddisfatto. Arriva adesso Eva,
con la scusa che le scarpe nuove le fanno male; mentre cercano il difetto,
compare il cavaliere e dalla reazione di lei Sachs capisce subito il
problema. Walther le fa ascoltare la sua canzone, e finalmente i due
si abbracciano. Poi Eva con gentilezza conforta il disinganno di Sachs,
e gli promette affetto ed amicizia; lui si ritira in buon ordine, perchè
di fronte a Tristano e Isotta non vuole sentirsi come re Marcke. Arrivano
anche David e Magdalene, testimoni del battesimo del nuovo canto appena
nato, e l’apprendista viene nominato Maestro con la cerimonia di rito.
La scena si chiude con un quintetto, finito il quale tutti si avviano
sul luogo della gara.
Tutto il popolo è radunato in un grande spiazzo: le varie corporazioni
invocano i rispettivi protettori e le ragazze ballano, ma si interrompe
ogni attività quando arrivano i Maestri, preceduti dalla bandiera che
effigia re David in atto di suonare l’arpa. Inneggiato dalla folla,
Sachs prende la parola, dicendo che l’amore per l’arte è dimostrato
dalla ricchezza del premio messo in palio. Per primo partecipa il censore,
che canta la poesia presa a Sachs senza averne capito il senso, e facendo
con le parole equivoci ed errori al punto che il testo scatena le risa
del pubblico. Beckmesser allora, furente, dichiara che la canzone è
di Sachs, ma quando questi è chiamato in causa afferma che la canzone
non è sua; magari lo fosse, perchè è molto bella, ma andrebbe cantata
dall’autore. Così si avanza il cavaliere e la canzone viene apprezzata
da tutti al punto che gli viene decretata la fronda del vincitore, ed
Eva lo incorona. Al vincitore viene conferito il titolo di Maestro,
ma lui lo rifiuta gettando Eva nello sconforto, finchè Sachs non interviene
a parlare della nobiltà dell’arte e del suo valore, invitandolo a non
respingerla perchè affonda nelle radici tedesche di tutti loro. Osannato
dalla folla, Sachs conclude adornando il cavaliere con il proprio collare
di Maestro, e questi accettandolo cinge l’altro con il ramoscello della
vittoria, che Sachs va ad appendere all’immagine di re David.
a cura di Cristina Guglielmini
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