| UNA LADY MACBETH DEL DISTRETTO DI MZENSK
Musica
di Dmitri Shostakovich
Su libretto proprio e di Alexander Preiss, da N. Leskov
Personaggi
principali
Boris,
ricco commerciante
|
basso |
| Zinovi,
suo figlio |
tenore |
| Katerina,
moglie di Zinovi |
soprano |
| Sergej,
amante di Katerina |
tenore |
| Aksinia,
cuoca |
soprano |
| Il
Pope |
basso |
| Sonietka,
una prigioniera |
contralto |
| Un
ubriacone, operaio di Boris |
tenore |
| Un
prigioniero |
basso |
| Sergente
del distretto di polizia |
basso |
Prima rappresentazione:
Leningrado, 1934
La vicenda si svolge in una remota azienda agricola in Russia, a metà
del secolo XIX.
Atto primo
– Scena prima
Katerina, moglie di Zinovi, non è felice della propria vita:
il matrimonio le ha dato la ricchezza ma certamente non la felicità.
Il suocero Boris ha nei suoi confronti un atteggiamento di disprezzo,
e le rimprovera di non aver dato al marito un figlio in 5 anni di matrimonio,
accusandola anche di cercarsi un amante fra gli operai. Mentre la donna
prepara il veleno per certi topi che si sono mangiati tutta la farina,
arriva Zinovi con diversi operai fra i quali anche Sergej, operaio appena
assunto. Alcuni problemi rendono necessaria la partenza di Zinovi: Boris
costringe Katerina a giurare obbedianza al suocero e fedeltà
al marito durante l’assenza.
Quando tutti sono usciti, la cuoca Aksinia racconta in confidenza a
Katerina che il nuovo operaio è un seduttore (del resto, basta
guardare quanto è bello), e che è stato cacciato dal lavoro
precedente per avere sedotto la moglie del padrone.
Interludio
Scena seconda
Aksinia viene pesantemente molestata dagli operai, fra i quali anche
Sergej; l’arrivo di Katerina interrompe le molestie ma fra lei e il
nuovo operaio iniziano delle schermaglie non solo verbali, sorprese
dall’ingresso di Boris.
Scena
terza
Mentre Katerina prima di andare a letto si lamenta della propria solitudine,
Sergej bussa alla sua porta ed entra con una scusa; dopo poche battute
di dialogo la donna, sedotta, gli dichiara il proprio amore.
Atto
secondo – Scena prima
Da una settimana ormai i due amanti si vedono ogni notte, quando Boris,
che sta facendo un giro notturno di sorveglianza, vede la finestra illuminata
di Katerina e soprattutto vede Sergej che ne esce. Affronta immediatamente
l’uomo, raduna gli operai e dopo avere chiamato alla finestra anche
Katerina, inizia a frustare il malcapitato. Dopo averlo frustato fino
a stancarsi, lo fa rinchiudere e ordina a Katerina di preparargli del
cibo. Lei mette il veleno per i topi nella cena del suocero, e così
quando lui mangia inizia subito a stare male. Mentre Boris chiede aiuto,
lei gli prende le chiavi del magazzino dove è rinchiuso Sergej
e corre a liberare l’amante; intanto gli operai arrivano richiamati
da Boris che sta sempre peggio ma la sua agitazione viene scambiata
per delirio, anche quando davanti al Pope accusa Katerina di averlo
avvelenato. La sua morte è inevitabile e la donna, fingendosi
disperata, dice che è stata provocata dall’eccesso di cibo.
Interludio
Scena seconda
I due amanti continuano a vedersi ma ormai Zinovi Borisovic sta per
tornare; Sergej, facendo credere alla donna di amarla, le dichiara il
suo desiderio di vivere con lei da marito. Lei allora lo rassicura:
questo accadrà, e sarà lei a pensarci. Mentre Sergej dorme,
le appare il fantasma accusatore di Boris che la maledice; subito dopo
alcuni rumori annunciano il ritorno di Zinovi. Sergej si nasconde; Katerina
apre finalmente la porta al marito che, già insospettito da dicerie,
si inferocisce nel trovare in camera gli abiti di un uomo. Il litigio
fra marito e moglie si fa sempre più violento e quando lui inizia
a batterla lei chiama l’amante in sua difesa, così questi esce
allo scoperto e i due amanti uccidono Zinovi. Il cadavere viene nascosto
in cantina: finalmente potranno sposarsi.
Atto
terzo – Scena prima
Per i due amanti è giunto il giorno delle nozze, ma mentre sono
in chiesa un operaio ubriacone decide di cercarsi del vino in cantina:
trova così il cadavere di Zinovi e corre alla polizia.
Interludio
Scena seconda
L’ubriacone arriva a denunciare il ritrovamento al distretto di polizia,
dove i gendarmi ammazzano la noia tormentando un malcapitato intellettuale.
Scena
terza
Durante la festa nuziale Katerina si accorge che la cantina è
aperta, ma ormai non c’è più tempo per fuggire.
Atto
quarto
I due sono stati condannati ai lavori forzati e sono in marca verso
la Siberia con altri deportati. Scende la sera e tutti si accampano,
e Katerina cerca di passare la notte con Sergej dopo avere corrotto
una guardia. Lui però ormai la odia considerandola l’origine
di tutte le sue disgrazie, e in più, si sente attratto da Sonietka,
un’altra detenuta, cui regala le calze ottenute da Katerina. Katerina
per la disperazione si avvinghia alla rivale e si getta nel fiume trascinandola
con sé; entrambe affogano sotto gli occhi indifferenti dei deportati.
a cura di Cristina Guglielmini
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