| NORMA
Musica di Vincenzo Bellini
Libretto di Felice Romani, da A. Soumet
Personaggi
principali
| Pollione, proconsole romano in Gallia |
tenore |
| Oroveso, capo dei Druidi |
basso |
| Norma, sacerdotessa figlia di Oroveso |
soprano |
| Adalgisa, ministra del tempio di Irminsul |
mezzosoprano |
| Clotilde, confidente di Norma |
soprano |
| Flavio, amico di Pollione |
tenore |
| Due
fanciulli, figli di Norma |
mimi |
Prima rappresentazione:
Milano, 1831
L’opera
si svolge nella Gallia conquistata dai Romani, nel primo secolo avanti
Cristo
Atto primo
Nella foresta sacra, la processione dei Druidi e dei Galli va all’altare
di Irminsul, dove è attesa la grande sacerdotessa. Norma deve compiere
il sacro rito alla luna, e intanto i Galli esprimono il loro desiderio
di ribellarsi al giogo romano. La processione si allontana e giunge
il proconsole Pollione, legato a Norma da diversi anni; ma, poiché le
leggi druidiche impongono la castità alle sacerdotesse, la loro relazione
è tenuta segreta, come anche i due figli che ne sono nati. Pollione
confida all’amico Flavio di non amare più Norma, e teme la sua vendetta
perchè ora ama Adalgisa. La processione ritorna e con essa anche Norma,
che rimprovera ai Galli la loro impazienza: gli dei non hanno ancora
annunciato l’ora della rivolta. Dopo il canto alla luna, la processione
si disperde e resta solo Adalgisa che viene raggiunta da Pollione. Egli
la invita a seguirlo a Roma e lei, dopo molti dubbi, accetta: fuggirà
con lui l’indomani.
Nella sua casa, Norma confida i propri timori a Clotilde: Pollione sta
per tornare a Roma e lei teme l’abbandono. Il discorso viene interrotto
dall’arrivo di Adalgisa che confessa di essere innamorata, senza dire
di chi. Norma è commossa, le sembra di rivivere il proprio amore, e
così libera la ragazza dai voti. Ma in quel momento arriva Pollione
e Norma capisce che è lui l’innamorato della ragazza: furente, mette
in guardia Adalgisa dall’infedele. La poverina, sconvolta, rifiuta adesso
di seguire l’uomo a Roma e, mentre il coro dei Druidi richiama la sacerdotessa
al rito, dichiara a Norma che rinuncerà al proprio amore.
Atto secondo
Norma vuole vendicarsi atrocemente su Pollione uccidendo i figli
avuti da lui, ma quando vede i due bimbi addormentati non ha cuore di
pugnalarli. Ormai però ha deciso di morire, per cui manda a chiamare
Adalgisa e le affida i figli, chiedendole di portarli nell’accampamento
romano. Giura poi eterna amicizia alla giovane, commossa dai buoni sentimenti
di lei che vorrebbe dissuaderla dal suo proposito con la promessa di
intercedere presso Pollione.
Nel frattempo Oroveso parla ai Galli riuniti nella foresta: l’attuale
proconsole sta per partire e uno peggiore verrà a sostituirlo, ma ancora
i guerrieri devono continuare a pazientare sotto il giogo romano.
Norma si illude che Pollione torni da lei, ma Clotilde la disinganna:
il proconsole anzi vuole addirittura rapire Adalgisa. Norma furente
allora convoca i Galli ed annunzia loro che è giunta l’ora di ribellarsi.
Tutti esultano, e Oroveso cerca la vittima per il sacrificio propiziatorio,
ma in quel momento arriva la notizia che un Romano è stato catturato
nel recinto della sacre vergini. Si tratta di Pollione e Norma che sulle
prime vorrebbe ucciderlo, poi, impietosita, manda via tutti col pretesto
di interrogarlo e quando sono soli gli propone di rinunciare ad Adalgisa
in cambio della propria vita. L’uomo accetta solo dopo la minaccia di
vedere uccisi i propri figli e Adalgisa mandata al rogo. Così Norma
richiama tutti ed annuncia pubblicamente di conoscere il nome della
sacerdotessa colpevole: tra lo stupore generale accusa se stessa ed
ordina il proprio rogo. Chiede al padre di avere cura dei due bambini
e va verso il sacrificio, raggiunta però da Pollione che si è reso in
quel momento conto di amare ancora quella coraggiosa donna ed ha così
deciso di condividerne il tragico destino.
a cura di Cristina Guglielmini
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