I PESCATORI DI PERLE

Musica di Georges Bizet
Libretto di Michel Carré e Eugene Cormon

Personaggi principali

Nadir, pescatore

tenore

Zurga, capo del villaggio

baritono

Leila, sacerdotessa

soprano

Nourabad, sacerdote

basso

Prima rappresentazione: Parigi, 1863
L'azione si svolge a Ceylon.

Atto primo
Sulla spiaggia dell'isola arriva un gruppo di pescatori e rizza le tende; Zurga è fra loro, e viene da tutti acclamato come capo. Dalla foresta giunge anche Nadir, amico di infanzia di Zurga; dopo avere vagabondato fra savane e foreste per molto tempo, ritorna dagli amici che lo accolgono fraternamente. Tra Zurga e Nadir c'è però un episodio che in passato li ha divisi, ma ora che Brahma li ha riuniti il giuramento di pace è stato fatto e mantenuto, e vogliono scordare il passato. Tuttavia la calma non porta l'oblio di quel che è accaduto un tempo: si trovavano a Candi, la capitale, quando l'apparizione della bellissima sacerdotessa li aveva conquistati entrambi, rendendoli rivali. Ora però giurano di restare amici e di condividere il destino. Approda un piroga portando, secondo un antico costume, una donna dal volto velato, che nessuno deve avvicinare ma che canterà dall'alto del tempio per incantare gli spiriti maligni e proteggere i pescatori dalla loro ira. La sacerdotessa è Leila, che viene accolta e riverita da tutti; la vergine senza macchia giura di custodire la propria purezza, pregando per scacciare gli spiriti e senza mai conoscere l'amore. Se manterrà il giuramente le viene promessa la più bella delle perle, ma se tradisce la parola data per lei si aprirà la tomba. Zurga mostra segni di turbamento, e anche Leila appare scossa: rimane su quel lido, sapendo che dovrà morire, ma vuole che il suo destino si compia, qualunque esso sia. Così sale al tempio, sempre velata, seguita dal sacerdote Nourabad; Zurga invece si avvicina a Nadir che nel frattempo confessa a se stesso di aver voluto tornare per vedere lei, tradendo il suo giuramento. Leila intanto appare sulla roccia che domina il mare e canta agli dei, mentre Nadir, svegliato dalla sua voce, la invoca e comprende di amarla sempre di più.

Atto secondo
La notte è ormai scesa, le barche sono tornate, e Leila può andare a dormire, protetta dai guerrieri: Nourabad le assicura che non avrà nulla da temere se il suo cuore rimarrà puro. Lei racconta di aver fatto un giuramento anni prima, quando da bambina aveva dato asilo ad un fuggitivo rifugiatosi nella sua capanna, nascondendolo e promettendo di proteggerlo, e lo sconosciuto che aveva salvato le aveva dato una collana come ricordo. Così Leila rimane sola, ma non riesce a dormire, perchè sente vicina la presenza dell'amato, come è successo altre volte. Arriva infatti Nadir e la ammira da lontano ma poi si avvicina finchè i due si incontrano. La morte li minaccia per via del giuramento, ma lui la supplica: la notte è ancora lunga, nessuno li sorprenderà. Lui aveva promesso di evitarla, ma la forza dell'amore è troppa. Così i due promettono di incontrarsi di nuovo la sera successiva, ma mentre si separano eccheggia uno sparo: Nourabad lancia l'allarme e si getta all'inseguimento dell'intruso, mentre il mare infuria spumeggiando tempestoso. Il sacerdote dice al popolo che uno straniero, approfittando della notte, si è introdotto nel tempio, e mostra i due colpevoli, che vengono minacciati di morte mentre Nadir cerca di proteggere Leila. Zurga però ferma i pescatori minacciosi: la decisione spetta solo a lui che è il capo, e lui comanda che il traditore sia graziato. Poi gli dà l'ordine di andarsene, ma nel frattempo Nourabad toglie il velo a Leila e Zurga la riconosce immediatamente; furente allora condanna a morte entrambi, mentre imperversa un terribile uragano.

Atto terzo
Quadro primo. La tempesta si è calmata, ma non così il cuore di Zurga, tormentato dal pensiero che l'amico Nadir morirà all'alba: ora rimpiange di averlo condannato, e si sente colpevole anche verso Leila. Arriva appunto Leila, prigioniera fra due pescatori, e Zurga nel rivederla sente risvegliarsi tutto il proprio amore. Lei gli vorrebbe parlare, ma teme di non essere ascoltata da quell'anima crudele. Ciò malgrado, gli chiede grazia non per sé ma per Nadir, che confessa di amare. Il furore di Zurga si riaccende a questo discorso: per salvare l'amato, lei stessa lo condanna, perchè egli è geloso e il crimine di Nadir è quello di essere amato da Leila. Dopo averlo scongiurato invano, davanti alla sua rabbia lei lo accusa di infamia: verrà perseguitato dai rimorsi per il resto dei suoi giorni. Zurga è sempre più furente e deciso, e il sopraggiungere di Nourabad e il clamore di folla in festa fanno capire che l'ora è giunta. Leila affronta la morte con coraggio, ma prima si toglie dal collo una collana chiedendo che venga portata a sua madre. Zurga riconosce immediatamente l'oggetto per quello che aveva regalato un tempo alla bambina che gli aveva salvato la vita. Mentre Nourabad e i pescatori portano via Leila, Zurga ha già deciso di fare il proprio dovere, e li segue.

Quadro secondo. E' ancora notte, e i pescatori si stanno preparando al sacrificio; una luna rossastra sembra annunziare l'alba e Nourabad si appresta a colpire, ma Zurga si interpone: non è la luce dell'alba, ma un fuoco inviato dal cielo che sta divorando le tende dei pescatori. Così tutti corrono verso la luce all'infuori di Nourabad che, insospettito, finge di andare ma si nasconde lì vicino. Zurga si accosta a Leila e le rivela di avere appiccato il fuoco lui stesso per liberare i due amanti, perchè ora sa che lei è quella che gli aveva salvato la vita e vuol pagare il suo debito. Mentre i due fuggono, Nourabad corre ad avvertire i pescatori e quando torna con quattro guerrieri Zurga si para loro davanti per bloccare l'inseguimento. Nella lotta Zurga è pugnalato, e così mentre la coppia fugge verso la propria felicità, lui muore sentendo di avere cancellato la propria colpa.

A cura di Cristina Guglielmini