| PIA
DE' TOLOMEI
Musica
di Gaetano Donizetti
Libretto di Salvatore Cammarano, da B. Sestini
Personaggi
principali
| Pia
de’ Tolomei, moglie di Nello |
soprano |
| Nello
de’ Pannocchieschi, genitulomo ghibellino |
baritono |
| Ghino
degli Armieri, cugino di Nello |
tenore |
| Rodrigo,
fratello di Pia |
contralto |
Piero,
eremita
|
basso |
| Ubaldo,
servitore di Nello |
tenore |
| Bice,
damigella di Pia |
soprano |
| Lamberto,
antico servitore dei Tolomei |
basso |
Prima
rappresentazione: Venezia, 1837
L'azione ha luogo in Toscana, nella seconfa metà dal 1200
Atto
primo
Nel
castello ghibellino dei Pannocchieschi il servitore Ubaldo raccoglie un
messaggio, ma vuole portarlo solo al suo padrone Ghino. In quel messaggio
un misterioso gentiluomo dà un appuntamento segreto alla padrona
di casa, Pia moglie di Nello. Ghino è innamorato di Pia, ma è
sempre stato da lei respinto in nome di una virtù che adesso gli
pare falsa, e per vendetta decide di correre al campo dove potrà
mostrare il foglio al cugino Nello, marito di lei. L’ignara Pia è
intanto in preda all’ansia perchè aspetta un messaggio che non
arriva, e teme per Rodrigo, il fratello guelfo del quale ha comprato la
fuga dal campo ghibellino. Il servitore Lamberto arriva portando il fatidico
biglietto, e le angosce di Pia si dissipano.
Nel campo ghibellino Nello viene raggiunto da Ghino che gli porta la notizia
del tradimento di Pia; trionfando nella sua vendetta, dice al cugino dove
e quando sorprendere l’infedele. Così quando scende la notte gli
armigeri di Nello, guidati da Ubaldo, si appostano in agguato mentre Pia
attende Rodrigo. Lamberto avverte la padrona dell’agguato, e viene così
a sapere che la padrona attende sì un uomo, ma che si tratta del
fratello. Quando questi arriva, i due fratelli si abbracciano compiangendo
la propria sorte, ma vengono interrotti dall’irato bussare di Nello. Rodrigo
viene fatto fuggire da Lamberto, e subito dopo Nello irrompe furente nelle
stanze di Pia; vorrebbe uccidere la moglie, ma lo stato di prostrazione
di lei lo muove a pietà. Quando è ormai ben chiaro che il
misterioso visitatore è fuggito, Nello furibondo promette alla
moglie la vita se gli rivelerà come trovarlo, ma lei rifiuta e
allora lui la fa gettare nelle carceri di un castello nella maremma.
Atto secondo
Nel
castello dove Pia è prigioniera arriva Ghino, sperando che il carcere
la abbia ridotta ad essere più accondiscendente nei propri confronti.
La donna è distrutta dalle febbri malariche, ma ciononostante continua
a respingere le profferte di Ghino; quando lui le rinfaccia il visitatore
notturno, viene a sapere che si tratta del fratello, e dunque dell’innocenza
di lei. La donna prova ora a fare appello ai suoi miglioori sentimenti
finchè lui, commosso, decide di rivelare la verità a Nello,
e di uccidersi subito dopo per amore. Ma appena Ghino è partito,
il carceriere Ubaldo riceve un messaggio di Nello che, dovendo partire
per la battaglia, comanda che Pia venga uccisa il giorno dopo, a meno
che l’ordine non venga revocato entro quel tempo.
Nella scena successiva vediamo Nello rifugiarsi in un eremo, dopo la battaglia
in cui le armate ghibelline di Manfredi sono state sconfitte, e Nello
stesso si è salvato solo grazie alla fuga. Il vecchio eremita Pietro
che lo accoglie è anche il confessore di Pia, e sa che la donna
è innocente, ma Nello non gli vuole credere. Mentre parlano sono
interrotti da uno strepito di armi, e vedono arrivare Ghino mortalmente
ferito, che si è però trascinato fin da Nello per dirgli
che sua moglie è innocente, e che il visitatore notturno era il
fratello; poi, chiedendo perdono, muore. Nello allora parte precipitosamente
per fermare la mano di Ubaldo prima che arrivi l’alba.
Siamo ora nella prigione di Pia: l’alba si avvicina e lei delira, consumata
dalla febbre. Ubaldo, vedendo la prima luce, versa del veleno in una tazza
d’acqua per lei, e quando Pia si sveglia dai suoi incubi, beve assetata
dalla coppa avvelenata. In quel punto arriva Nello, chiedendole perdono,
ma quando lei viene abbandonata dalle proprie forze, Ubaldo ammette di
avere eseguito l’ordine e di averle dato il veleno. Irrompono adesso i
guelfi comandati da Rodrigo il quale, vedendo la sorella in punto di morte,
si scaglia contro il cognato. Pia allora, raccolte le ultime forze, trattiene
il fratello furente giustificando il marito, quindi muore fra le braccia
dei due.
A
cura di Cristina Guglielmini |