| L’INCORONAZIONE DI POPPEA
Musica di Claudio Monteverdi
Libretto di Giovanni Francesco Busenello
Personaggi
principali
| La fortuna |
soprano |
| La virtù |
soprano |
| Amore |
soprano |
| Nerone, imperatore di Roma |
soprano |
| Ottavia, sua moglie |
soprano |
| La nutrice di
Ottavia |
contralto |
| Valletto, paggio di Ottavia |
soprano |
| Seneca, filosofo e maestro di Nerone |
basso |
| Lucano, poeta e familiare di Nerone |
tenore |
| Poppea |
soprano |
| Arnalta, sua nutrice |
contralto |
| Ottone, cavaliere innamorato di Poppea |
contralto |
| Drusilla, dama di corte innamorata di Ottone |
soprano |
| Liberto, capitano dei pretoriani |
tenore |
| Damigella dell’imperatrice |
soprano |
| Pallade |
soprano |
| Mercurio |
basso |
| Venere |
soprano |
Prima rappresentazione:
Venezia, 1643
La vicenda si svolge a Roma durante l’impero di Nerone
Prologo
Fortuna, Virtù e Amore contendono per decidere
chi di loro è più potente, finchè la contesa viene
vinta da Amore.
Atto primo
Davanti al palazzo di Poppea. Ottone, innamorato di lei, passa nella
via e vedendo le guardie di Nerone capisce che l’imperatore ha passato
la notte con la donna che ama. Dopo avergli visto manifestare i suoi
sentimenti, assistiamo al dialogo fra due soldati da cui si viene a
sapere come Nerone pensi ormai solo a Poppea, completamente dimentico
della moglie Ottavia e degli affari di stato. Ma ecco uscire i due amanti:
lui sta già pensando di liberarsi della moglie ripudiandola e
l’ambiziosa Poppea usa tutte le proprie moine per irretirlo. Partito
l’amante, la donna parla liberamente delle sue mire con la vecchia nutrice,
che le consiglia la prudenza: l’imperatrice sa della relazione del consorte,
e bisogna temere la sua ira; Nerone poi potrebbe essere incostante e
abbandonarla.
La scena si sposta adesso a Roma, nel palazzo imperiale dove Ottavia
si affligge dell’abbandono del consorte. La sua nutrice la incoraggia
a comportarsi anche lei in modo incostante, prendendosi una piacevole
vendetta, ma l’imperatrice non considera neppure l’idea e anzi se ne
scandalizza. Seneca, sopraggiunto, loda la sua fermezza e la sua virtù,
ma non sembra venir preso sul serio da un valletto che non mostra alcun
rispetto per il filosofo. Mentre Seneca incoraggia Ottavia a riconoscere
la futilità della potenza umana, gli appare Pallade annunciandogli
la sua prossima morte, cosa che il vecchio accetta senza timore. Dopo
l’uscita di Ottavia arriva Nerone, che confida al maestro di voler ripudiare
la moglie, ma il filosofo cerca di dissuaderlo con varie argomentazioni
alle quali l’imperatore si mostra sordo, anzi arriva a sdegnarsi e lo
caccia dalla sua presenza. Vediamo ora Poppea e Nerone: lei continua
le sue arti di seduzione, finchè lui le promette di dividere
con lei la corona imperiale. Poppea allora gli parla dell’ostilità
di Seneca alla loro unione, mandando l’imperatore su tutte le furie
contro il vecchio, al punto da deciderne la morte. Dopo l’uscita dell’imperatore,
arriva Ottone che si lamenta con Poppea dell’amore tradito; cerca di
intenerire la donna, ma lei ormai è assoggettata al volere imperiale
e lo scaccia, suscitando il furore di lui. Così, quando Ottone
incontra Drusilla, sua antica fiamma, mostra di voler riprendere il
legame con lei facendole grandi promesse, ma serbando sempre Poppea
nel suo cuore.
Atto secondo
Seneca si trova nella sua villa e viene raggiunto da Mercurio che gli
annuncia l’arrivo della sua ultima ora, suscitando la gioia del filosofo;
così quando arriva Liberto, capitano dei pretoriani, accoglie
con gentilezza il messaggero di morte e affronta il trapasso con grande
dignità. Riunisce i familiari, si fa preparare il bagno e si
toglie la vita, accolto nell’altra vita dal coro delle Virtù.
Cambia la scena: siamo a Roma dove dopo avere assistito agli scherzi
amorosi del valletto, di un paggio e di una damigella, vediamo Nerone
insieme a Lucano: l’imperatore festeggia la morte di Seneca cantando
col poeta suo familiare e tessendo le lodi dell’amata Poppea, mentre
anche Tigellino e Petronio si uniscono ai canti di lode.
Della scena successiva vi sono due versioni: una in cui Ottavia si lamenta
del proprio stato e decide di vendicarsi, l’altra in cui Ottone si pente
del progetto di voler offendere l’amata e accetta di subire il tormento
dell’amore non corrisposto.
Nella scena successiva Ottavia comanda a Ottone di uccidere Poppea,
sconvolgendolo; gli consiglia inoltre di vestirsi con abiti femminili
per non farsi riconoscere. Ottone chiede tempo, ma lei lo minaccia fino
ad ottenere la promessa. Intanto Drusilla vive felice per le promesse
di Ottone, mentre il valletto e la nutrice cantano la brevità
della giovinezza. Arriva Ottone che racconta a Drusilla di dover uccidere
Poppea per ordine di Ottavia, e le chiede gli abiti per travestirsi.
La scena si sposta ora nel giardino di Poppea, dove la donna esulta
per la morte di Seneca e prega Amore di aiutarla a raggiungere i propri
fini. Promette poi ad Arnalta di non dimenticarsi di lei quando sarà
imperatrice, e subito dopo decide di dormire un po’ nel giardino, cullata
dalla voce della nutrice. Dal cielo scende Amore per proteggerla e le
si nasconde vicino, così quando arriva Ottone travestito con
gli abiti di Drusilla e la spada sguainata, blocca la mano omicida;
Poppea si sveglia e chiama gente, mentre la presunta Drusilla fugge.
Atto terzo
Mentre Drusilla ignara gioisce nell’attesa di udire della morte di
Poppea, arriva Arnalta accompagnata da Littore e da molti soldati, per
arrestarla. Viene infatti accusata di avere tentato di uccidere Poppea,
perchè è stata riconosciuta dagli abiti. Anche Nerone,
al suo arrivo, l’accusa e lei per timore di tradire l’amato sotto tortura,
si accolla l’intera responsabilità del progetto, dicendo di essere
stata spinta da un antico odio verso Poppea; viene così condannata
a morte. Ma Ottone interviene, confessando di essere stato lui ad agire,
per ordine di Ottavia. Nerone gli fa grazia della vita, ma lo scaccia
da Roma dopo avergli confiscato tutti i beni concedendo però
a Drusilla di seguire l’amato nell’esilio. L’imperatore decide adesso
di ripudiare la moglie e la scaccia da Roma ordinando che sia abbandonata
su un vascello in balia dei venti; egli sposerà Poppea quello
stesso giorno.
Ottavia ha deposto l’abito imperiale e abbandona l’Urbe, dando un disperato
addio agli amici; la sua fine è segnata.
Cambio di scena: Arnalta è diventata confidente di un’imperatrice,
e prova grande soddisfazione del proprio potere. Nella reggia Nerone
assiste solennemente all’incoronazione di Poppea alla presenza di consoli
e tribuni, mentre cala dal cielo un coro di Amori insieme a Venere e
alle Grazie, che allo stesso modo incoronano Poppea come dea della bellezza.
a
cura di Cristina Guglielmini
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