I PREDESTINATI

Musica di Franz Schreker, su libretto proprio

Personaggi principali

Il duca Antonio Adorno
basso
Il conte Andrea Vitellozzo Tamare baritono
Lodovico Nardi, podestà di Genova basso
Sua moglie (m)
Carlotta Nardi, loro figlia soprano
Alviano Salviago, gentiluomo genoverse tenore
Guidobald Usodimare tenore
Menaldo Negroni tenore
Michelotto Cibo baritono
Gonzalvo Fieschi baritono
Julian Pinelli basso
Paolo Calvi basso
Una cameriera mezzosoprano
Il capitano di giustizia basso
Ginevra Scotti soprano
Martuccia, cameriera contralto
Pietro, bravo tenore
Un giovane tenore
Un amico basso
Una ragazza soprano

Prima rappresentazione: Francoforte, 1918
L’azione ha luogo nel 1500 a Genova e nell’isola di Alviano.

Atto primo
Il gentiluomo Alviano è padrone di una splendida isola, che ha fatto diventare una specie di paradiso prodigandovi immense cure. Alviano è un uomo soggiogato dalla propria bruttezza, e questa consapevolezza non gli ha mai consentito di recarsi nell’isola. Lì pare abbiano luogo orge clandestine, come alcuni suoi amici gli confessano; tuttavia lui, pur indignato dal fatto, ha deciso di donare la splendida isola ai genovesi perché possano goderne: chiede solo che la meravigliosa grotta sotterranea non venga profanata.
Nel frattempo arriva Carlotta, la bellissima figlia del podestà, di cui è innamorato il giovane conte Tamare. Lei però non sembra ricambiare, e sembra invece interessata più ad Alviano cui chiede addirittura di posare per un quadro che vuole dipingere.

Atto secondo
Offeso dall’indifferenza di Carlotta, Tamare da un lato si dispera ma dall’altro medita vendetta contro la donna, e confida all’amico Adorno di volerla allontanare dalla propria vita dopo averla umiliata seducendola.
Nello studio di Carlotta, lei cerca dipingendo di ritrovare in Alviano il fascino dell’intensità di un suo sguardo, colto mentre guardava l’alba. Ricorre per questo anche al proprio fascino femminile, al punto di dichiarargli amore. Durante il loro colloquio arriva Adorno, cercando di perorare la causa di Tamare.

Atto terzo
La bellezza dell’isola seduce il cuore di Carlotta, che segue Tamare nella magica grotta sotterranea. La sua scomparsa mette in allarme Alviano che dopo averla fatta cercare la ritrova nella grotta; tuttavia lei sta ormai morendo, e per giunta Tamare lo schernisce dicendogli che Carlotta gli si è data di sua spontanea volontà. Alviano non gli crede e pensando che Carlotta sia stata violentata uccide il giovane in un accesso di furia; viene però sopraffatto da una sconvolgente rivelazione nel sentire che la donna con il suo ultimo respiro invoca appassionatamente il nome di Tamare.

a cura di Cristina Guglielmini