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Thais,
eroina fra le più impressionanti della
produzione massenettiana, è una delle grandi
"dissolute" operistiche fra '800 e '900:
in quest'opera Massenet esaspera - anche più
che in Manon - il tema del contrasto fra uomo
e donna, vissuto attraverso l'incandescente tensione
fisica ed erotica.
Thais è una leggendaria prostituta dell'antica
Alessandria d'Egitto, all'epoca del primitivo
Cristianesimo. Adorata e celebrata dalla ricca
e voluttuosa società della capitale, la
prostituta sconvolge per sempre il giovanissimo
Athanael, semplicemente apparendogli in tutta
la propria bellezza. Il ragazzo, incapace di liberarsi
da quell'immagine di lussuria, decide di lasciare
la città e rifugiarsi fra gli Anacoreti
nel deserto. Dopo anni trascorsi in solitudine
e meditazione, Athanael divenuto un uomo si convince
che la propria missione nel mondo è quella
di redimere Thais, incarnazione dei peggiori vizi
umani.
Il tempo è trascorso anche per Thais, la
quale è ancora adorata, potente, splendente,
ma comincia a nutrire in sè tormentose
inquietudini: non osa guardarsi allo specchio
per timore di scorgervi i segni del tempo; vede
il vuoto davanti a sè e avverte l'inutilità
della propria esistenza. E' a questo punto che
le si pone davanti, a rinfacciarle la vita dissoluta
e a implorarla di redimersi, il giovane anacoreta
tornato dal deserto. Dopo un'interminabile notte
(una pagina orchestrale fra le più celebri
di Massenet, la Meditazione Religiosa) Thais ha
preso la sua decisione: il mattino dopo seguirà
Athanael nel deserto, lasciandosi tutto alle spalle;
Athanael crede di aver vinto, ma nel momento in
cui saluta per sempre la nuova Thais, finalmente
serena, lasciandola presso una comunità
di religiosi, si rende conto troppo tardi della
verità: ciò che prova e che ha sempre
provato per lei non è il bisogno di redimerla,
ma passione d'amore, totalizzante, alimentata
e repressa per tutta la vita. Salvando lei, ha
condannato se stesso.
La nuova produzione veneziana (di Pier Luigi Pizzi
e con la direzione di Viotti) si appoggia a uno
dei principali soprani italiani del nostro tempo,
Eva Mei.
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